Blog NETfuturista
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Castiglione Del Lago (PG) - dall'otto settembre al 7 ottobre 2007
Aerovisioni del Trasimeno
Partendo dalla poetica dottoriana caratterizzata, nella stagione più feconda, dal tema, quasi ossessivo, del Lago Trasimeno, prende spunto la mostra Aerovisioni del Trasimeno presentando circa trenta opere dei futuristi umbri Gerardo Dottori, Alessandro Bruschetti, Leandra Angelucci Cominazzini, Giuseppe Preziosi e di Nello Palloni, erede del linguaggio futurista. Accomunati dalle poetiche dell'Aeropittura (tendenza nata in seno al Futurismo), grazie alla quale riuscirono a riportare sulla tela la meraviglia e lo stupore prospettico del volo, trovano proprio nel Lago Trasimeno, ideale fulcro attorno cui far ruotare vorticosamente tutto il paesaggio, una fonte inesauribile di ispirazione.
Le visioni aeropittoriche del lago umbro e delle colline circostanti; il fascino del volo; le suggestioni e le emozioni fornite dall'aeroplano che sorvola tali territori; tutto riletto in rigorosa chiave futurista, sono i temi portanti della mostra di Palazzo della Corgna. Pensata e voluta proprio a Castiglione del Lago quale luogo eletto a rappresentare una storia fatta di artisti e pionieri del volo, che a partire dai primi anni del secolo trovarono nel bacino del Trasimeno il luogo ideale per dare sfogo a questa passione. Passione che ogni anno si rinnova grazie a manifestazioni come il Meeting di Primavera, raduno internazionale di amanti dell'aviazione e Coloriamo i cieli, raduno internazionale di aquilonisti che, non tanto casualmente, si svolgono proprio sulla vasta area dell'ex aeroporto militare L. Eleuteri.
In tutto, saranno esposte trentuno opere fra dipinti, idromatite e disegni datati dagli anni Venti in poi, inseriti nel contesto del cinquecentesco palazzo.
Dopo attente ricerche, questo itinerario è stato composto dando massimo risalto alla coerenza del soggetto e alla cronologia delle opere, grazie anche al prezioso apporto di numerose opere inedite, messe in luce dai curatori proprio in occasione della mostra o mai esposte, ma scoperte in occasione della redazione del Catalogo generale di Gerardo Dottori.
La mostra è organizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Archivi Gerardo Dottori di Perugia che, oltre ad occuparsi dell'archivio storico dell'artista, si interessa più in generale anche degli altri sviluppi del Futurismo umbro, che proprio in Dottori trovò il suo più alto interprete e trascinatore.
Questa esposizione rientra all'interno delle manifestazioni per le celebrazioni del Trentennale della morte di Gerardo Dottori, curate dal Comune di Perugia e dagli Archivi Dottori, iniziate nel gennaio di quest'anno.
tratto da www.exibart.com
postato da: iopensosempre alle ore ottobre 05, 2007 09:49 | link |
Voglio ricordare la strage delle Foibe con la biografia di un grande pittore Futurista della Dalmazia.
Tullio Crali
Nato a Igalo (Croazia) nel 1910, Tullio Crali visse a Zara fino all’età di dodici anni e nel 1922 si stabilì con la famiglia a Gorizia. A quindici anni, mentre era studente all’Istituto Tecnico, scoprì, sulle pagine del "Mattino illustrato" di Napoli, il futurismo, movimento al quale rimase per sempre legato e che fu per lui, più che una vocazione artistica, una vera e propria scelta di vita. Dopo quel primo incontro, iniziò a dipingere acquerelli con forme geometriche stilizzate, intersezioni e immagini astratte ispirate a Balla, Boccioni e Prampolini e firmati con lo pseudonimo di "Balzo Fiamma". Prese quindi a frequentare la bottega di "sior Clemente", intagliatore, doratore e corniciaio, che gli preparava i cartoni e che gli fece conoscere gli artisti goriziani de Finetti, Melius, Gorsè e Del Neri. A partire dal 1928 si recò sempre più spesso al campo d’aviazione di Merna, dove iniziò a copiare gli aeroplani e da dove decollò per il suo primo volo, effettuato su di un piccolo idrovolante diretto in Istria. Nel 1929, anno che sancì la nascita ufficiale dell’Aeropittura, Crali strinse contatti con Martinetti ed entrò nel Movimento Futurista. Conobbe Sofronio Pocarini - fondatore, nel 1919, del Movimento Futurista Giuliano - che lo fece esporre alla "II Mostra Goriziana d’Arte". Dipinse Squadriglia aerea e Duello aereo. L’anno successivo, affascinato dai progetti di Sant’Elia, disegnò architetture futuriste ed entrò in contatto con i futuristi Cangiullo, Janelli, Dormal, Farfa e Fillia. A Trieste nel ’31 incontrò per la prima volta Marinetti, al quale lo legò sempre un sentimento di grande ammirazione e affetto. Realizzò composizioni polimateriche a soggetto cosmico e bozzetti di scenografie per le sue sintesi teatrali. Dopo aver presentato le proprie opere a Trieste, Padova, Roma e Milano, nel 1932, su invito di Marinetti, espose i suoi lavori a Parigi, alla Prima Esposizione Aeropittori Futuristi Italiani, al seguito di Marinetti. Nello stesso anno conseguì il diploma di maturità artistica all’Accademia di Venezia e realizzò cartelloni pubblicitari e bozzetti di moda futurista. Nel 1933 partecipò alla "Mostra Futurista di Scenotecnica cinematografica" di Roma e l’anno successivo fu presente per la prima volta alla Biennale di Venezia con l’opera Rivoluzione di mondi, che distrusse subito dopo l’esposizione. Nel decennio successivo partecipò a diverse edizioni della Quadriennale romana (1935, 1939 e 1943) e della Biennale di Venezia, dove, nel 1940, venne allestita una sua sala personale. Nel 1936, con Dottori e Prampolini, espose alla Mostra Internazionale d'Arte Sportiva organizzata alle Olimpiadi di Berlino e firmò il Manifesto di Plastica Murale con Marinetti, Prampolini, Tato, Dottori, Ambrosi, Diulgheroff, Voltolina e altri. Tullio Crali Incuneandosi nell'abitato, 1939 Olio su tela MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto Grazie al suo talento di declamatore, conquistò la simpatia personale di Marinetti e, a partire dal 1941, organizzò serate futuriste a Gorizia, Udine e Trieste e nel resto d’Italia. Alla fine del conflitto si trasferì a Torino proseguendo nella sua attività di promozione delle poetiche futuriste. Tra il 1950 e il 1958 visse a Parigi, dove insegnò in un liceo italiano; durante alcune escursioni sulla costa della Bretagna, colse l'ispirazione per le sue composizioni litiche, chiamate "sassintesi" ed esposte, per la prima volta a Milano nel 1961. Dal 1962 al 1966 si trasferì al Cairo dove insegnò presso la locale Scuola d'Arte italiana. Rientrato in patria, si stabilì a Milano, dove continuò la sua intensa attività pittorica e dove si spense il 5 agosto del 2000.
postato da: Bloghimista alle ore febbraio 10, 2007 16:36 | link |