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postato da: iopensosempre alle ore marzo 07, 2007 20:17 | link |
Cari amici neofuturisti, vi copio qui sotto un'email ricevuta dal nostro amico Sergio Pastore, unico membro del gruppo residente all'estero (Svizzera).
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Caro Antonio,
ho letto il tuo manifesto per un calcio neo-futurista e mi sono fatto delle belle risate: grazie almeno di questo.
Concordo quasi su tutto. Già trent'anni fa non ne potevo più del calcio sparagnino e vigliacco degli italiani. Per una vita intera ho dovuto sentire: conta il risultato! E perché allora lamentarsi dello schifo che si
vedeva, se contava il risultato e basta? Il fatto è che il tifoso medio è citrullo: vuole il risultato, ma gli fa lo stesso schifo il calcio servito dai nostri pallonari, e non sa decidersi. Essendo citrullo opta alla fine
per il risultato e si fotte da solo. Perché il "risultato e basta" è pura oscenità.
E' semplice: il bel gioco senza risultato è pura accademia e non è serio; il risultato soltanto è uno schifo. La soluzione: Il bel gioco e il risultato.
Il bel gioco presuppone massimo impegno e lealtà. Non posso insistere abbastanza sul concetto di lealtà. Non dico niente di nuovo affermando che la partita di calcio (come una di scacchi) è una cosa terribilmente seria: bisogna sconfiggere (= uccidere) l'avversario. La vittoria (il risultato) è importante. Ma se riduciamo tutto al risultato siamo alla barbarie. Ecco allora il salto di qualità: la cultura. Non vogliamo solo sconfiggere (= uccidere) l'avversario, ma farlo in bellezza. Una bellezza tale che ammalia persino lo sconfitto e riscatta anche i nostri atavici istinti barbari truculenti (uccidere). Per cui la battaglia - seria, serissima: vogliamo vincere - finisce nell'.... Inno alla gioia. E tutti - vincitori e vinti - sono felici e si abbracciano.
La lealtà, la bellezza trascendono quel volgare scontro di energumeni decisi a tutto (a spaccare le gambe all'avversario, a fingere falli, a commettere scorrettezze di qualsiasi genere). Oggi - dopo cinquant'anni - si fa rispettare la barriera (ma mica sempre!). Oggi c'è più severità, ma lo stesso sui calci d'angolo e di punizione si commettono in area dozzine di falli da rigore (trattenute, strizzate di palle). Bisognerebbe concedere almeno una dozzina di falli da rigore per partita: finché a questi volgari pallonari passa la voglia di fare falli. Ne guadagna il gioco, si fanno più gol.
Io sono stato tutta la vita tifoso (del Napoli), ma mi sono definitivamente scocciato del calcio e non lo guardo più. Lo stesso ho guardato un po' i mondiali in Germania: che noia, che squallore la maggior parte delle partite. I tanto decantati assi (Ronaldinho, Sevsccenko o come cavolo si scrive ecc.) inesistenti. E ha vinto i mondiali una squadra mediocre che non lo meritava. E in più ai calci di rigore! Non si può assegnare un campionato del mondo ai rigori! Meglio non assegnarlo proprio il titolo. E' ridicolo. Troppe squadre tirano a campare per arrivare ai rigori: non osano, non sanno far altro. Una buona soluzione sarebbe eliminare i rigori e costringere le squadre a giocare finché il risultato non si sblocca: anche tre o quattro ore! Allora vedresti che questi brocchi si darebbero da fare per decidere la partita nei 90 minuti regolamentari, evitando anche i supplementari.
Ti dicevo che sono stato tifoso del Napoli. Ma non di Maradona. Un disastro di uomo. Ha fatto uno dei più bei gol della storia del calcio contro l'Inghilterra ai mondiali in Messico, ma poco prima aveva segnato un gol con la mano (e lo sapeva benissimo). Che schifo. Squalifica.
Il giocatore che più mi è piaciuto nel recente passato è stato Platini. Ero un suo tifoso. E la più bella squadra che ricordi è stata la Francia dei mondiali in Spagna nel 1982: la Francia di Giresse-Platini-Tigana. Come avrei voluto che vincesse i mondiali: era troppo bella! E se non si facevano fregare così stupidamente dalla Germania in semifinale - erano in vantaggio 3-1 nei supplementari! - in finale sicuramente avrebbero battuto l'Italia del brocco Paolo Rossi. E ne avrei avuto immenso piacere: perché devono vincere la bellezza e la lealtà.
Ti saluta un ex tifoso amareggiato
Sergio
postato da: iopensosempre alle ore novembre 13, 2006 12:17 | link |