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mercoledì, 04 luglio 2007
mi arrivano per fortuna ogni tanto oramai inviti per partecipare a concorsi più o meno invisibili di poesia con promessa di pubblicazione e spesso anche in omaggio estratti di antologie poetiche
non comprendo ancora quanto la massa sia sensata forse non lo è per nulla se riesce a leggere e proporre scambiando per poesia parole non solo in rima bene venga la rima se indicatrice di un pensiero composto ma non c'è pensiero e quindi non c'è compostezza c'è solo volgari parole desemantizzate al di là delle sdolcinate dichiarazioni di sensibilità amore cuore amore mio ti amo luce dei miei occhi il mare si diffonde dentro di te e io mi bagno nelle lacrime dei tuoi occhi perchè ti ho lasciato
apensiero ascomposto
composta superficialità
compostezza superficiale
le antologie propinano sonniferi prosaici in forma di poesia apoetica
e i premi fioccano infiocchettando teste violacee già decorate
la gente applaude composta
(,,,,,,,,,,,.... non so quanto ci sia di punteggiatura.. )
postato da: laikost alle ore luglio 04, 2007 21:47 | link |
F.T. MARINETTI VISTO DA GIUSEPPE PREZZOLINI
Vorrei sapere dagli amici neofuturisti cosa ne pensano di questo marcato giudizio su F.T Marinetti espresso dal grande scrittore e studioso Giuseppe Prezzolini (1882-1982).
Sostanzialmente condivido il giudizio sul fondatore del futurismo ma forse Prezzolini è stato pure un pò ingeneroso.
L'epiteto di "profeta" è sicuramente molto significativo ma fa da contraltare al considerare il Marinetti "nè pensatore nè artista serio".
Forse una piccola vendetta del toscanaccio per gli antichi ceffoni presi dai futuristi milanesi nelle memorabili risse alle Giubbe Rosse...
"Quando nel 1909 F.T. Marinetti fece pubblicare il suo primo manifesto nel giornale “Figaro” di Parigi, credo che immaginasse di esser poeta, pensatore, innovatore, ma certamente non profeta.
Quel manifesto e gli altri che seguirono nel volger degli anni fino a un recente passato ci sembrano pieni di luoghi comuni. Di contraddizioni, di enfatiche affermazioni e di strane idee, ma nell’insieme costituiscono il documento di una crisi che doveva scoppiare pochi anni dopo e di cui non s’intravede ancora la fine.
Filippo Tommaso Martinetti non era né pensatore né artista serio ma piuttosto un ciarlatano dotato di quel senso segreto che i ciarlatani, i politicanti, i commessi viaggiatori e i giocatori posseggono e che fino a un ceto punto li rende profeti".
Giuseppe Prezzolini, "Il futurismo e il fascismo" in L'Italia finisce ecco quel che resta
giovedì, 25 gennaio 2007
Anno 2007: un'unica certezza
Siamo unicamente nelle mani delle superstiti minoranze creative
FTA