Blog NETfuturista

lunedì, 22 ottobre 2007

SONO PEGGIO I DISONOREVOLI CHE HANNO VOTATO L'INDULTO DEL "VANDALO" DI AZIONE FUTURISTA

Prima e dopo il fermo del presunto aderente a "Ftm Azione futurista 2007" che avrebbe versato la vernice rossa nella fontana di Trevi, si sono sprecati i soliti paroloni vuoti da parte dei disonorevoli che hanno invocato pene severe per l'autore del goliardico, e innocuo, gesto.
Il duo Mister Palombelli - Water Veltroni, gli ultimi due sindaci della capitale, in particolare, si è mostrato esageratamente gustizialista, forse colpito nel vivo dal messaggio contenuto nel volantino di rivendicazione che tra le altre cose contiene tra le righe una stroncatura all'amministrazione fallimentare e lassista dei due sopraccitati disonorevoli.
Forse i sedicenti onorevoli e i loro sodali vorrebbero incarcerare un abile provocatore dopo aver scarcerato con l'indulto tutta la peggiore feccia stipata nelle carceri?
Più che l' "Azione futurista" l'arresto e l'interdizione lo meriterebbero i disonorevoli che anzichè tutelare i cittadini hanno contribuito a liberare i Barabba.
Ovviamente con l’imprimatur decisivo del ministro dell’ingiustizia Clemente Mastella, il re dei Ponzi Pilati.

I DISONOREVOLI PARLAMENTARI CHE HANNO VOTATO L' INDULTO


Italia Dei Valori: Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno: Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’Elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto: Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

RifondazioneComunista: Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc: Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur: Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’Elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo: Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi: Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

Democrazia Socialista: Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

ForzaItalia: Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.


Vorrebbero incarcerare per un atto innocuo, dopo aver votato questa porcata??!!
Sarebbe ora che la smettano di pontificare e inizino a vedere le loro travi anzichè le pagliuzze altrui!

PATETICI ROTTAMI

postato da: Lacerbiano alle ore ottobre 22, 2007 13:22 | link |

venerdì, 12 ottobre 2007

Neofuturisti italiani MANIFESTANO con i giovani studenti italiani

OGGI 12 OTTOBRE 2007

 

I NEOFUTURISTI ITALIANI

MANIFESTANO

CON AUDACIA E CONVINZIONE

AL FIANCO DEI GIOVANI STUDENTI ITALIANI.

 

 

I NEOFUTURISTI ITALIANI

 

CHIEDONO

 

LA CANCELLAZIONE DEL DECRETO CHE, CON UN IDIOTA RECUPERO PASSATISTA, REINTRODUCE IL VECCHIO ESAME DI RIPARAZIONE.

 

LE DIMISSIONI DEL MINISTRO FIORONI, IL PIU’ PASSATISTA MINISTRO DEL GOVERNO PRODI, CHE STA RIPORTANDO INDIETRO DI 20 ANNI LA GIA’ PASSATISTA SCUOLA ITALIANA.

 

I NEOFUTURISTI ITALIANI

 

DICONO

 

NO

ALLA RESTAURAZIONE

 

NO

ALLA REAZIONE FIORONESCA

 

LOTTIAMO

PER UNA SCUOLA

MODERNA

APERTA

DINAMICA

CORAGGIOSA

CRITICA

CREATIVA

APROFESSORALE

ADOGMATICA

 

postato da: iopensosempre alle ore ottobre 12, 2007 11:49 | link |

domenica, 09 settembre 2007

[S]TRAPASSATO ROMANO

TRAPASSATO-ROMANO

postato da: iopensosempre alle ore settembre 09, 2007 22:15 | link |

venerdì, 24 agosto 2007

Vertigo: misurazione

Vertigo: misurazione

 

“Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web”
a cura di Germano Celant con Gianfranco Maraniello

MAMbo – Museo d’arte moderna di Bologna

6 maggio - 4 novembre 2007

 

TEMA e CONTENUTI
La mostra “Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web” al Mambo di Bologna propone una carrellata energica e vitale dell’arte del XX secolo in relazione allo sviluppo dei nuovi media. Il percorso prende avvio dal futurismo per poi svilupparsi attraverso dada, surrealismo, pop art, fluxus e quasi tutti i movimenti e gli artisti di punta della prima e seconda avanguardia novecentesca. Qualche nome tra gli altri: Depero, D’Albisola, Bragaglia, Marinetti, Larionov, Duchamp, Man Ray, Andrè Breton, Bruno Munari, Mimmo Rotella, Burri, Fontana, Yves Klein, Manzoni, Warhol, Rauschenberg, Lichtenstein, Nam June Paik, Vito Acconci, Marina Abramovic, Enzo Cucchi, Bill Viola.
Installazioni, video, fotografie, elaborazioni digitali: il percorso è ricco e completo.
Le opere migliori sono quelle di Depero, Bragaglia, Duchamp, Munari e Nam June Paik.

TEMPI DI VISITA
Una visita intensa ma che non si fossilizzi sui sempre frequenti e inutili reperti storici richiede dalle 2 alle 3 ore. La sala centrale - la migliore - richiede un’attenta visita di un’ora. Se invece si vogliono seguire tutti i video – ma sono quasi tutti in lingua straniera e di non semplice fruizione - non bastano 4 ore.

L’ALLESTIMENTO
L’allestimento di Denis Santachiara è assai suggestivo e decisamente futurista. Enormi “tubi” di tela bianca gonfiati fino a formare un’imponente e pregevolissima architettura, sui quali vengono proiettati senza sosta video di repertorio. Tracce audio riprodotte ovunque e in continuazione. L’impressione iniziale è di piacevole stordimento.
Forse a risentirne un po’ è la fruibilità del prodotto. Soprattutto le tracce audio, documenti spesso assai interessanti, sono scarsamente percepibili e si confondono nel caos sonoro dell’ambiente. Anche i documenti video, invitanti, sono proposti in piccoli schermi e in rotazione continua. E in tutto il piano inferiore non c’è un solo posto a sedere per rifiatare e riordinare le idee. Peccato perché si tratta spesso di documenti di un certo interesse. Al piano superiore invece almeno 4 video sono ospitati in relative sale, in cui è possibile entrare e godere del prodotto tranquillamente seduti.

ACCOGLIENZA E PERSONALE IN SALA
Gentili all’ingresso, in biglietteria e al bookshop. Eccessivamente noiosi e stupidamente passatisti nel richiedere ai visitatori l’uscita dalle sale per parlare al cellulare (a me è capitato 3 volte). Vertigo non è certo un luogo di contemplazione e riflessione mistica. È un luogo in cui eccitare i nervi sotto lo stimolo di complicati intrecci sonori e visivi. Una voce al cellulare non può che aggiungere qualcosa di imprevisto al mix multi-mediale dell’allestimento.

BOOKSHOP
Molto fornito. Pubblicazioni su tutti i movimenti avanguardistici del Novecento, e su una gran parte dei maggior artisti del secolo. Numerosi testi di estetica e di critica d’arte. Una ventina di cartoline delle principali opere esposte in mostra. Gadget passatisti e anticaglie varie ridotte al minimo.

SPUNTI FUTURISTI E NEOFUTURISTI
“Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web”: già il titolo rende al futurismo il ruolo di padre delle avanguardie novecentesche, soprattutto in funzione dei successivi sviluppi multimediali.
Varcato l’ingresso della prima sala si è subito accolti dalla fulminante voce di Filippo Tomamso Marinetti. Una mostra sul XX secolo non può iniziare meglio.
Poi un paio di tele di Depero, tre di Balla (non tra le migliori). Si procede con un ottimo esemplare di libro imbullonato di Depero e una splendida litotatta di Tullio D’Albisola con le “Parole in libertà futuriste: olfattive, tattili-termiche” di F.T. Marinetti. Segue un visionario Francesco Cangiullo con “Passaggio a livello più uova di Pasqua”. Ancora un fantastico Depero con “Architettura di gobbo – Gilbert Clavel”, prima di immergerci nelle potentissime sperimentazioni fotodinamiche di Bragaglia con “La Gifle” e “Ritratto polifisionomico di Boccioni”.
Per quanto riguarda gli sviluppi futuri due sono le certezze:

  1. la via intrapresa nel XX secolo è quella di un progressivo tramonto delle singole discipline artistiche a favore di un’opera d’arte che sfrutti tutte le possibilità offerte dai nuovi media. Questa via è certamente una delle più ricche di sviluppi futuri.
  2. attualmente siamo in una fase di passaggio in cui non ci sono creazioni artistiche di rilievo che abbiano già portato a maturazione i nuovi mezzi espressivi.

Per arrivare a questa maturazione occorre un grande sforzo neofuturista. Il Neofuturismo vuole sostanziare le novità espressive e tecniche dell’ultimo secolo con contenuti e temi forti, che mancano alla maggioranza delle opere esposte in Vertigo. Abbiamo creato nuovi mezzi, ora abbiamo necessità di rifondare il nostro spirito creativo.

Antonio Saccoccio

vertigo-allestimento

postato da: iopensosempre alle ore agosto 24, 2007 21:25 | link |

sabato, 28 luglio 2007

Contro Venezia passatista (Antonio Saccoccio)

E dopo la versione di Carmelo Bene, non potevo non pubblicare la mia declamazione di "Contro Venezia passatista". E' tra quei testi che mi scorrono dentro troppo bene. Dal diaframma alle labbra.

A voi.

Contro Venezia passatista
27 aprile 1910

Noi ripudiamo l'antica Venezia estenuata e sfatta da voluttà secolari, che noi pure amammo e possedemmo in un gran sogno nostalgico.

Ripudiamo la Venezia dei forestieri, mercato di antiquari falsificatori, calamita dello snobismo e dell'imbecillità universali, letto sfondato da carovane di amanti, semicupio ingemmato per cortigiane cosmopolite, cloaca massima del passatismo.

Noi vogliamo guarire e cicatrizzare questa città putrescente, piaga magnifica del passato. Noi vogliamo rianimare e nobilitare il popolo veneziano, decaduto dalla sua antica grandezza, morfinizzato da una vigliaccheria stomachevole ed avvilito dall'abitudine dei suoi piccoli commerci loschi.
 
Noi vogliamo preparare la nascita di una Venezia industriale e militare che possa dominare il mare Adriatico, gran lago italiano.
 
Affrettiamoci a colmare i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e lebbrosi.
 
Bruciamo le gondole, poltrone a dondolo per cretini, e innalziamo fino al cielo l'imponente geometria dei ponti metallici e degli opifici chiomati di fumo, per abolire le curve cascanti delle vecchie architetture.
 
Venga finalmente il regno della divina Luce Elettrica, a liberare Venezia dal suo venale chiaro di luna da camera ammobigliata.
 
Marinetti, Boccioni, Carrà, Russolo

postato da: iopensosempre alle ore luglio 28, 2007 13:53 | link |

venerdì, 27 luglio 2007

Contro Venezia passatista (Carmelo Bene)

Ieri sera si parlava di visite a Venezia ed è uscito fuori il discorso delle gondole. Ho preso i miei testi marinettiani e ho iniziato a declamare con enfasi Contro Venezia passatista.

Oggi su youtube ho trovato Carmelo Bene che declama Contro Venezia passatista. Una bella sorpresa.

 

CarmeloBene_ControVeneziaPassatista

 Molto gradevole ed istrionico, ma poco trascinante e veemente. Certamente un grande interprete. Che manca all'Italia.

Mi chiedo. Oggi sarebbe possibile una cosa del genere su Raidue?

Onore quindi a Carmelo Bene. E a quella tv.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore luglio 27, 2007 00:00 | link |

mercoledì, 04 luglio 2007

parapoesia soporifera

mi arrivano per fortuna ogni tanto oramai inviti per partecipare a concorsi più o meno invisibili di poesia con promessa di pubblicazione e spesso anche in omaggio estratti di antologie poetiche
non comprendo ancora quanto la massa sia sensata forse non lo è per nulla se riesce a leggere e proporre scambiando per poesia parole non solo in rima bene venga la rima se indicatrice di un pensiero composto ma non c'è pensiero e quindi non c'è compostezza c'è solo volgari parole desemantizzate al di là delle sdolcinate dichiarazioni di sensibilità amore cuore amore mio ti amo luce dei miei occhi il mare si diffonde dentro di te e io mi bagno nelle lacrime dei tuoi occhi perchè ti ho lasciato


apensiero ascomposto
composta superficialità
compostezza superficiale


le antologie propinano sonniferi prosaici in forma di poesia apoetica
e i premi fioccano infiocchettando teste violacee già decorate

la gente applaude composta

(,,,,,,,,,,,.... non so quanto ci sia di punteggiatura.. )

postato da: laikost alle ore luglio 04, 2007 21:47 | link |

venerdì, 29 giugno 2007

Nuovi futuristi crescono

Qui potete leggere l'articolo

"Nuovi futuristi crescono"

pubblicato su

Il secolo d'Italia

di oggi.

A pag. 8

si parla di noi

 

ad futurum

postato da: iopensosempre alle ore giugno 29, 2007 15:04 | link |

lunedì, 25 giugno 2007

Neofuturisti con i pendolari italiani

Contro la delinquenziale gestione Trenitalia

che ci spolpa con tariffe deliranti

e ci costringe

a ritardi da terzomondo

e vagoni pestilenziali

APPOGGIAMO

LA PROTESTA DEI

PENDOLARI ITALIANI

DISSANGUATI

DAL

CANCRO DELL'INEFFICIENZA

MEDIOCRISTA

E PASSATISTA

----

Non c'e' piu' nessuno sul treno espresso 830 partito alle 23 da Napoli in direzione Milano e che e' invece rimasto bloccato nella stazione Tiburtina di Roma per la protesta dei pendolari campani che hanno occupato un binario. A surriscaldare gli animi e' stato il mancato rinnovo dell'abbonamento a prezzo politici per i pendolari che hanno cosi' tentato di viaggiare senza biglietto. I manifestanti, costretti a scendere dal treno proprio perche' sprovvisti di titolo di viaggio, sono stati identificati e allontanati dalla stazione. L'espresso 830 e' stato cancellato e i passeggeri regolari sono stati dirottati alla stazione Termini per proseguire il viaggio. Il bilancio della protesta e' di quaranta treni regionali e circa dieci a lunga percorrenza bloccati perche' la stazione Tiburtina e' uno dei nodi nevralgici della rete ferroviaria. "Trenitalia negli ultimi mesi ha intensificato i controlli a bordo dei treni anche per rispetto a tutti quei viaggiatori che pagano regolarmente il biglietto - ha spiegato Federico Fabretti, capo ufficio stampa delle Ferrovie - e a bordo del Napoli-Milano circa 200-300 viaggiatori non avevano il biglietto e allora abbiamo deciso di essere abbastanza rigorosi su questo punto. Cosi qualcuno di loro e' sceso ed ha bloccato i binari". Per rimediare ai disagi, Trenitalia ha predisposto il rimborso dei biglietti su richiesta e la possibilita' di viaggiare sugli Eurostar di oggi senza pagare la tariffa extra. E se i sindacati hanno chiesto ai vertici delle Fs di ripristinare le misure a sostegno della mobilita' dei pendolari definendo "assurda" le decisione di non rinnovare la convenzione con la Regione Campania, le associazioni dei consumatori hanno manifestato la loro solidarieta' ai pendolari "esasperati dai disservizi". (AGI) - Roma, 25 giu. -

postato da: iopensosempre alle ore giugno 25, 2007 22:57 | link |

giovedì, 21 giugno 2007

Sintesi Neofuturista della Scuola (2007)

ESAMI DI STATO2007

postato da: iopensosempre alle ore giugno 21, 2007 21:39 | link |

sabato, 16 giugno 2007

Anche Movimento Zero contro destra e sinistra passatiste.

postato da: iopensosempre alle ore giugno 16, 2007 22:40 | link |

lunedì, 14 maggio 2007

Segnalazioni NetFuturiste

Amici neofuturisti, qualche segnalazione per voi:

Uno splendido racconto di Papini pubblicato dalla nostra skeggia87.

Strepitose riflessioni papiniane su liberidallaforma

Riflessioni personali sul passatismo della nostra società ancora su skeggia87.

AD FUTURUM

FTA

postato da: iopensosempre alle ore maggio 14, 2007 00:23 | link |

sabato, 10 marzo 2007

Riapre la Biennale di Venezia, con il suo vecchiume e le sue trite e logore polemiche. I Neofuturisti si scagliano contra peana del passatismo contemporaneista che spaccia per dogma pluralistico la vigliaccheria di non scegliere.

Che fa prevalere l'Oggetto sul Soggetto. Che manipola ragione ed esperienza al fine del costituire un Pensiero unico ed omologato.

Il Neofuturismo si oppone a tutte queste gabbie che imprigionano l'anima, gridando la libertà di essere e di creare, cogliendo la sensibilitù dell'attimo.

postato da: alessiobrugnoli alle ore marzo 10, 2007 16:20 | link |

mercoledì, 17 gennaio 2007

Opinioni in guerra

Opinioni in guerra-color

postato da: iopensosempre alle ore gennaio 17, 2007 20:54 | link |

venerdì, 01 dicembre 2006

1912-2006: l'Italia è sempre la stessa.
Quando sorgerà l'alba di "un più degno e miracoloso futuro"?


L’Italia mi sembrava un paese senza vita, senza unità ideale, senza scopo comune. Tutto smorto, tutto assonnato. Ognuno per sè e qualche camorra per tutti. Mi domandai in quel momento qual era il mestiere, la missione d’Italia nel mondo. E non seppi rispondere. Allora iniziai con mazziniana intempestività  la mia Campagna per il forzato risveglio. Volevo che il mio paese facesse qualcosa di suo, rappresentasse una parte sua tra gli altri popoli. (...) Era tempo di rimettersi in cammino. Una nazione che non sente in sè la passione messianica è destinata a sfasciarsi."

 
“Io non accettavo il reale ordinario, superficiale, perché volevo un reale migliore, più vero, più profondo; rinnegavo il passato, rinnegavo il presente per tendere l’occhio, il desiderio, l’anima tutta verso un più degno e miracoloso futuro

(Giovanni Papini, Un uomo finito, 1912)


Queste parole rieccheggiano attualissime ancor oggi.
Ci sono moltissime persone, moltissimi italiani che subiscono le forze oscure di questo Paese che è tutto, fuorchè normale.
Tutto sta andando a rotoli, da Trenitalia ad Alitalia, ma i soliti marpioni e manager  sono  sempre al loro posto.
I politici che tanto sembrano volersi distinguere tra di loro, alla fine si dimostrano uguali proprio nelle decisoni più ributtanti, come quelle che hanno portato all’indulto.
Intanto gli italiani onesti stanno in disparte subendo quotidianamento il frutto della loro mala gestione.
Che si basa solo sull’accondiscendere e favorire precise strategie politico-economiche.
Quando è tardi si scoprono i Tanzi e Co.
E quelli  invece come Papini, Prezzolini e compagnia che vorrebbero cambiare le cose vengono osteggiati e marginalizzati perchè sono scomodi al comun sentire dei corvacci del malaugurio e dei baroni universitari  che anch’essi perseguono un bieco disegno di monopolio culturale a fini politici.
Mi auguro che quel futuro che Papini sognava nel 1912 e che pure oggi nel 2006 ancora non si vede all’orizzonte arrivi presto.
Ma l’Italia sembra destinata a diventare uno Stato di “secondo mondo”, per colpa dei soliti agitatori delle forze oscure...

 

postato da: METAFISICO alle ore dicembre 01, 2006 00:18 | link |

venerdì, 13 ottobre 2006

Manifesto politico Neofuturista

Manifesto politico Neofuturista (12-10-06)
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È ormai passato più di un anno dal Primo Manifesto del NeoFuturismo e del Neo-Umanesimo. Il NeoFuturismo comincia ad essere una realtà capace di dare nuova linfa alla spento panorama culturale italiano. Sento ormai maturi i tempi per la pubblicazione del Manifesto politico Neofuturista, perché siano chiari a tutti quali sono i principi ispiratori del Movimento, anche sul piano politico. Non si tratta ancora di un programma, ma di linee programmatiche, di idee cardine sulle quali costruire successivamente un programma dettagliato. Noi riprendiamo dai futuristi, nostri predecessori, il coraggio e la forza dirompente con cui proponiamo queste nostre idee.

1. La politica attuale non ha riferimenti ideali. Spesso ci troviamo di fronte ad un’accozzaglia di leggi e leggine che non si inseriscono in un piano coerente. Noi Neofuturisti intendiamo la “politica” come “l’arte di governare la città”. E una città, uno Stato possono essere bene amministrati solo se dietro le singole decisioni ci sono delle idee-guida che indirizzano tutta l’azione di governo. Prima vengono le idee, poi la loro applicazione pratica. Una politica che non abbia idee forti alle spalle è una politica destinata al fallimento. Come vediamo tutti i giorni.
2. Noi vogliamo porre fine al parassitismo. Migliaia di cittadini italiani continuano a fare i furbi. Per lo più imboscati nella pubblica amministrazione (ma non solo), continuano ad incamerare lo stipendio mensile, pur passando intere giornate presi in occupazioni che nulla hanno a che fare con la mansione per cui sono stati assunti e vengono pagati. Se per svolgere un compito bastano due impiegati, non se ne assuma un terzo e magari un quarto, perché questo è il primo modo per incentivare il parassitismo. Questo parassitismo è un vecchio cancro italiano, con cui tutti dobbiamo fare i conti. È una nostra abitudine quella di provare sempre a lavorare meno di quanto dovremmo. Questa sciatteria indegna, questa furbizia nauseante ha condotto il nostro paese ad accumulare un debito pubblico che tutti conosciamo. Se bastano due impiegati laddove ce ne sono quattro, si prendano due di questi impiegati e li si utilizzino in un altro settore che è a corto di personale.
3. Strettamente legato al parassitismo c’è il fenomeno del clientelismo. Politici indegni di questo nome hanno creato nel corso di decenni un sistema clientelare abnorme. Migliaia di cittadini sono stati “imbucati” in sicurissimi posti di lavoro da politicanti da strapazzo che in cambio hanno usufruito del loro voto elettorale. Tutto questo ha creato disfunzioni enormi all’interno della pubblica amministrazione. Gente messa ad occuparsi di un settore di cui non era per nulla competente ha provocato il malfunzionamento della cosa pubblica di cui tutti ogni giorno ci lamentiamo. Il clientelismo non solo ha generato il fiorire di una classe impiegatizia incompetente, ma è alla base anche di un’eccedenza di impiegati in alcuni settori specifici.
4. Condanniamo allo stesso modo il nepotismo, pratica che in alcuni ambienti (università) ha ampiamento superato qualsiasi livello di decenza. Anche il nepotismo genera disservizio, perché, come il clientelismo, permette ad alcuni cittadini di occuparsi di compiti di cui non hanno le necessarie competenze professionali. Messi da parte parassitismo, clientelismo e nepotismo, l’unica via da perseguire rimane quella che chiamo “meritocrazia illuminata”. Ognuno dovrà trovare occupazione adeguata alle proprie capacità, ognuno sarà retribuito per quanto realmente produce. Tutto questo in un clima di moralizzazione dell’ambiente lavorativo, in cui non dovranno in alcun modo essere tollerate le bassezze frutto dell’arrivismo e del “rampantismo” oggi tanto di moda.
5. Lotteremo con forza anche contro il vandalismo. Sanzioni pesanti per chiunque sia colto nell’atto di danneggiare una struttura pubblica o privata. È ora di finirla e di essere finalmente seri su questo punto. Danni all’interno di scuole, caserme, stazioni, ospedali non saranno più tollerati. Non ci saranno più persone che lavorano per ricostruire quello che i vandali distruggono.
6. Contrasteremo fino in fondo la deriva economicistica della società odierna. E siamo quindi contro l’utilitarismo. Non possiamo lasciare che l’economia e la finanza decidano le nostre sorti. Ci sono cose ben più importanti degli equilibri finanziari. Prima di tutto il nostro equilibrio psichico: come uomini non possiamo piegarci a queste logiche economicistiche e utilitaristiche senza soffrirne, più o meno consapevolmente. Quindi, combatteremo affinchè le decisioni più importanti vengano prese non seguendo necessità economiche e finanziarie ma motivazioni più generalmente e globalmente culturali e umane.
7. Altra condanna per il consumismo miope e gretto di cui tutti siamo, più o meno, vittime. Questo tema dovrà essere affrontato con la massima attenzione dai politici. Dando per scontato che allo stato attuale delle cose non è possibile a mio modo di vedere ritornare a forme di economia primitiva, si dovrà provvedere a correggere l’andamento del mercato con opportuni correttivi. Ora, è questa la novità, le correzioni non saranno imposte dallo Stato. Le correzioni saranno il frutto del “consumo intelligente”. Il cittadino stesso sarà l’autore di questa svolta straordinaria. Il NeoFuturismo invita da ora tutti i cittadini ad esaminare attentamente ogni prodotto da acquistare. Il consumismo attuale è deprimente perché noi consumatori ci lasciamo giornalmente manipolare. Ma se ogni nostro acquisto sarà frutto di un’azione ponderata, da oggi in poi saremo noi i veri protagonisti del mercato. Si invitano già da ora tutti i cittadini a non acquistare prodotti scadenti a prezzi elevati. Ogni volta che acquistiamo merce scadente o con un rapporto qualità/prezzo sconveniente, noi non facciamo altro che regalare guadagni a chi non se lo merita. È esattamente lo stesso discorso del parassitismo: andiamo a premiare chi lavora poco e male. Forse ancora troppo pochi hanno chiaro questo aspetto decisivo per un corretto funzionamento del mercato. Siamo noi a regalare guadagni stratosferici ad artigiani incapaci, a medici incompetenti, ad mprenditori senza scrupoli, a pseudo-artisti, a calciatori anti-sportivi. Siamo noi i responsabili di tutto ciò. Con i nostri acquisti quotidiani. In Italia c’è ricchezza. Manca la distribuzione di questa ricchezza secondo i reali meriti. Coloro che accumulano ricchezze sono spesso gente senza scrupoli appartenenti a ben precise lobby di professionisti.
8. Siamo per la fratellanza tra tutti gli uomini, ma siamo contrari all’omologazione culturale e all’eccessivo centralismo statale. Siamo cittadini del mondo perché crediamo che tutti gli uomini condividano la stessa avventura su questo mondo. Ma siamo in particolare italiani e quindi veneti, liguri, toscani, laziali, pugliesi. L’abbattimento forzato e rapidissimo delle differenze culturali sta producendo un collasso culturale generalizzato. La perdità della propria identità è infatti sempre un motivo di crisi. Lo è per l’individuo, lo è ugualmente per una comunità e per un popolo. Per conoscere l’altro, bisogna conoscere prima di tutto se stessi. Per questo motivo sono da appoggiare programmi per le autonomie locali e per la difesa delle peculiarità culturali, linguistiche, artistiche delle diverse realtà nazionali. Moderare il centralismo statale, ma anche difendersi dalla gbobalizzazione culturale. In questo contesto bisognerà anche difendere la lingua italiana dall’attacco delle lingue straniere, specialmente quella inglese.
9. I Neofuturisti vogliono migliorare la qualità della vita. Pensiamo che la ricchezza prodotta attualmente non corrisponda ad un effettivo benessere. Per questo siamo contrari alla tecnocrazia. Le innovazioni tecnologiche e il progresso in ogni campo andrà accettato solo se realmente migliorerà la nostra vita. E per miglioramento non si intende solo un miglioramento delle condizioni materiali, ma anche e soprattutto spirituali.
10. La vita lavorativa del cittadino andrà rimodulata completamente. È impensabile avere giovani di 30 anni ancora improduttivi perché fuori dal mercato del lavoro. Sono nel pieno delle loro energie fisiche e mentali e uno Stato che voglia funzionare deve impiegare le migliori energie. È altresì insensato lasciare persone di 70 anni ancora in attività. Andrebbe quindi modificato il sistema di ingresso e uscita dal mercato del lavoro rendendo il sistema più flessibile. La proposta è quella di un’uscita graduale con una progressiva riduzione oraria fino al pensionamento. Dai 50 anni in poi il lavoratore potrebbe essere impiegato per un numero decrescente di ore, permettendo nello stesso tempo il graduale assorbimento dei giovani nell’orario lasciato libero. In questo modo sarebbe anche meno traumatico, a livello sia fisico che psichico, l’ingresso e soprattutto l’uscita dal mondo del lavoro.
11. Per quanto riguarda i pensionamenti, dovrà essere previsto anche qui un sistema maggiormente flessibile. Il principio è che si godrà di una pensione in linea con i contributi versati. Proponiamo una liberalizzazione dell’età pensionabile: ognuno potrà andare in pensione all’età che riterrà opportuno, fermo restando una pensione in linea con i contributi versati durante gli anni in cui era in servizio. In pratica, se un lavoratore vorrà andare in pensione a 40 anni potrà farlo, ma ci andrà con la pensione fino a quel punto maturata. Questa è la vera libertà. Ribelliamoci alla mistica del lavoro.
12. Un altro punto fondamentale per il futuro sarà una seria politica di contenimento demografico. Su questo pianeta siamo già decisamente troppi. Ogni giorno dobbiamo misurarci con le difficoltà causate da questa sovrappopolazione: traffico, inquinamento, mancanza di spazi, stress. Quindi in ogni modo andrà perseguito l’intento di un graduale decremento demografico. Un decremento che d’altra parte è già in atto nei paesi più sviluppati (tra cui anche il nostro) che hanno già portato a termine il ciclo della transizione demografica. Se un popolo naturalmente entra in una fase di decremento demografico è controproducente forzare la situazione favorendo lo sviluppo di flussi migratori o incentivando le nascite con sussidi statali. Forzare l’equilibrio demografico è semplicemente un suicidio.
13. Per questo stesso motivo siamo per una politica che favorisca il decentramento urbano, già peraltro in atto in molti casi. Realtà come quelle di Napoli e Roma rappresentano perfettamente la pochezza dei nostri urbanisti. Luoghi invivibili, in cui caos, smog, stress e alienazione sono gli unici cittadini a pieno titolo. Fiumi di persone vittime della massificazione contemporanea. Sono necessari piani di sviluppo per decongestionare le città e trasferire parte della popolazione in aree con una densità abitativa minore.
14. I Neofuturisti si battono anche affinchè i giovani non vengano più umiliati e schiavizzati dalla generazione che li ha preceduti. Andranno studiati dei metodi per ridimensionare il valore dell’anzianità in ambito lavorativo. Capita sempre più frequentemente che giovani disoccupati siano più preparati (e soprattutto aggiornati) rispetto a chi solo per questioni anagrafiche ha un ottimo posto di lavoro. Tutto questo non è più accettabile. E non soltanto per ragioni produttive (è infatti assurdo lasciare fuori i migliori), ma soprattutto per una questione di giustizia! Per lo stesso motivo, pur apprezzando la saggezza che spesso è caratteristica dell’età senile, non siamo più disposti a vedere incarichi prestigiosi affidati a persone che hanno ormai perso la vitalità e la lucidità mentale. Rispetto quindi per gli anziani, ma poniamo fine alla gerontocrazia.
15. Si riconosce il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Ma in caso di gravi e definite violazioni dei diritti umani sarà un dovere morale intervenire, se ci fosse bisogno anche con la forza.
16. Ovviamente un ruolo fondamentale spetterà all’educazione del cittadino. I mezzi di comunicazione di massa (radio e televisione) e la scuola sono le principali agenzie formative. Ora, poiché al privato non si può imporre nulla, l’azione educativa spetterà in primis ai soggetti pubblici. I canali radio-televisivi statali e la scuola dovranno in futuro avere un ruolo educativo assai maggiore di quanto ne abbiano oggi. Qualsiasi comportamento moralmente negativo e distruttivo andrà evitato in queste sedi. Per risanare la società abbiamo bisogno di modelli forti e non malati dello stesso morbo che vogliamo guarire ed estirpare. Quindi dovranno essere allontanati dalla televisione pubblica personaggi deprimenti e dannosi. In palinsesto non ci dovrà essere traccia di trasmissioni diseducative. Spazio invece ai professionisti seri che potranno usare gli spazi televisivi per informare, educare, criticare, ideare, creare. Allo stesso modo e a maggior ragione siano allontanati dalla scuola professori incapaci di educare e formare uomini degni di questo nome.

Con questo Manifesto si gettano le basi per l’azione politica Neofuturista. Altri punti verranno in seguito meglio precisati.
Alcuni ci diranno che siamo di destra. Altri ci diranno che siamo di sinistra. Altri ancora che vogliamo essere la terza via alternativa. A noi costoro fanno semplicemente ridere. Passatisti di ogni specie, la destra e la sinistra sono morte! E noi non possiamo quindi essere l’alternativa a chi è già morto. Noi rappresentiamo l’unica soluzione sana per il futuro del nostro paese.

FTA
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Cari amici Neofuturisti, vi invito a leggere attentamente questo Manifesto punto per punto. Nei commenti esprimete il vostro assenso o dissenso, approvando, criticando o correggendo i singoli punti. E' importante a questo punto sapere quanti di questi punti sono condivisi da tutti, quanti da pochi, quanti da nessuno di voi. Questo resta il Manifesto di FTA, se in futuro e con i vostri emendamenti potessimo arrivare ad un Manifesto condiviso da tutto il gruppo sarebbe un successo straordinario per tutti noi. Questo è il mio punto di partenza. Così come già metafisico ha proposto qualche settimana fa il suo punto di partenza.
A voi la lettura e il commento.
Siate sempre forti, coraggiosi, Neofuturisti!
FTA

postato da: iopensosempre alle ore ottobre 13, 2006 15:07 | link |

martedì, 10 ottobre 2006

Il codice della vita italiana...non è quello dei neofuturisti

Il Codice della vita italiana del 1921 è uno degli scritti più celebri di Giuseppe Prezzolini. In esso il grande scrittore elenca i vizi e le miserie di quella parte di italiani disposti a tutto e senza morale e di quegli altri italiani che subiscono passivamente i primi.
Il bilancio è sicuramente lugubre e pessimista perché si delinea uno scenario dove c’è ben poco da salvare.
Forze nell’impeto accusatorio Prezzolini generalizza un po’ troppo ma la realtà italiana la fotografa perfettamente. Una realtà dove i furbi, gli sleali e i fessi la fanno da padrone.
Basti il primo capitolo

                                                 

Capitolo I. Dei furbi e dei fessi


1. I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

2. Non c'è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella magistratura, nella Pubblica Istruzione ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all'agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. questi è un fesso.

3. I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.

4. Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.

5. Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.

6. Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.

7. Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.

8. I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

9. Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

10. L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.

11. Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.

12. Il fesso, in generale, è incolto per stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i furbi.

13. Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandar via i furbi. Ma non possono: 1) perché sono fessi; 2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.

14. Per andare avanti ci sono due sistemi. Uno è buono, ma l'altro è migliore. Il primo è leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel far loro paura: 1) perché non c'è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere; 2) perché non c'è furbo che non preferisca il quieto vivere alla lotta, e la associazione con altri briganti alla guerra contro questi.

15. Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione.

16. L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente - che non si trova nei libri - insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.


I neofuturisti non sono disposti in nessun modo ad appartenere a una delle due categorie.
Vogliono scacciare i furbi e smuovere quelli che Prezzolini chiama fessi.

postato da: METAFISICO alle ore ottobre 10, 2006 22:32 | link |

giovedì, 21 settembre 2006

MISS ITALIA: CONCORSO IPOCRITA PER ITALIANE IPOCRITE                              

Avevo in cantiere un post più “impegnato” ma all’ultimo ho deciso di postare una mia personale incazzatura.
Contro chi?
Contro il concorso di Miss Italia e le sue altezzose partecipanti le quali non hanno di meglio di lamentarsi che il presidente della giuria della finale sarà
Sylvester Stallone, reo a loro dire di essere un vecchietto.
Cooooosa mi tocca sentire?
Si scandalizzano e fanno i capricci per essere giudicate da una Superstar come  l’italoamericano Stallone che ha  appena compiuto 60 anni, peraltro tenuti splendidamente ( ne dimostra 48, al massimo 50),... quando sono attorniate e governate qui in Italia da vecchiacci rincoglioniti??!!
Certo Mirigliani, patron del concorso, mi risulta essere un baldo giovanotto, suppergiù sulla quarantina. Prodi, il nostro fantozziano presidente del consiglio che non si vergogna di dire della sicurezza del Papa, “ma io che ne so!, ci penseranno le sue guardie…”, è anche lui un baldo giovane.
Pe non parlare del nostro Presidente della repubblica, tal Giorgio Napolitano, fresco e giovane dirigente in erba.
Poi, dimenticavo, ci sono Andreotti, Guido Rossi e compagnia di giovanotti che comandano, giudicano e pontificano.
Oh certo siamo talmente attorniati di giovani dirigenti, giovani governanti…che è scandaloso avere come presidente di un concorso ipocrita come Miss Italia il sessantenne Sly!
Ma che vadano a cagare tutte le Miss Oca della porta accanto e questo Paese ipocrita e decrepito!
E un appello a Sly: quest’Italietta non ti merita, rinuncia alla presidenza e continua invece frequentare i concorsi  di fitness americano femminile, quelle si vere competizioni di bellezza e sportività dove la  presenza di Stallone è un onore riservato a un Dio e non un disturbo arrecato alle oche.
Paese, e italiane, di merda!

AL CONFINO I DECREPITI E LE OCHE ITALIANE


    per le aspiranti miss italiane questo sessantenne italoamericano è un vecchietto...

      

.                                ...e allora questo rottame italiano come lo definiscono?


P.S Per la cronaca il concorso di Miss Italia è quello che non elegge mai la più bella, allora che cazzo di concorso di bellezza è?


P.S 2 Scusate i toni ma sono "leggermente" alterato



 

                                             

postato da: METAFISICO alle ore settembre 21, 2006 19:25 | link |

domenica, 17 settembre 2006

Meglio attacchini che blogger!

Passatisti.

Davvero imbarazzante ieri ascoltare alcuni trai più noti giornalisti e voci della destra italiana. NON UNA SOLA IDEA NUOVA. NON UNA SOLA IDEA PER IL FUTURO.

"Viaggio alla ricerca di un nuovo futurismo - Intellettuali a confronto con la politica": questo il titolo dell'incontro organizzato (bene) da Atreju 2006.

Passatismo. A tratti glorificazione del passatismo. E’ inutile essere moderati, tentare di ammorbidire il giudizio. Questo non è il nostro compito.

Iniziano con un video che mostra uno stralcio della pessima fiction Rai sul Futurismo e Boccioni (che già abbiamo stroncato in queste pagine). E poi? La prima cosa la dice Gasparri: “Questo del futurismo è uno spunto, noi dobbiamo parlare del rapporto tra destra e cultura!”. Sai che novità? Mi aspetto le solite cose, e infatti gli ospiti non deludono le mie cupe aspettative. Se Marinetti avesse visto questo dibattito avrebbe detto per prima cosa “Togliete il mio nome, io non c’entro nulla con voi!” Lui, Marinetti, che disse più di una volta “Quando sarò vecchio e passato, buttatemi pure via e continuate voi al mio posto…” Questo era Marinetti, ieri preso come spunto per vivacizzare un pomeriggio moscio e senza idee. Un pomeriggio in cui il nuovo futurismo è rappresentato dal ricordo dell’impresa di Fiume di D’Annunzio. Inorridisco, amici neofuturisti. Capite? D’Annunzio, che già era considerato un passatista dai futuristi di un secolo fa!!! Oggi è preso e citato a modello (e non solo lui, anche una serie di oscuri personaggi nudi e mezzi nudi) da chi ha il coraggio e la presunzione di intitolare un dibattito "Viaggio alla ricerca di un nuovo futurismo”. Per favore, a ciascuno il suo. "Viaggio alla ricerca del vecchio passatismo”: questo sarebbe stato il titolo giusto.

Buttafuoco è un gran bel parlatore, brillantissimo e trascinante. Ma i contenuti? Appena sufficienti. Certo, abituati al nulla potrà piacere. Ma quale distanza tra la sua visione ancorata ad un mondo seppellito da un secolo e quella che dovrebbe animare un futurista del nuovo millennio! Non scherziamo…

Con tutto questo non voglio dire che non ci siano stati spunti convincenti. Ma se questo è il meglio dell’intellettuale futurista allora non ci siamo. Tutto ok, ma non intitolate così il dibattito. E lasciate perdere Marinetti, per carità!

Da tutto questo traggo l'impressione, anzi la convinzione che davvero non c'è nulla in Italia che possa lontanamente paragonarsi al Neofuturismo che da qualche mese portiamo avanti coraggiosamente in questo multiblog. I più futuristi (quelli di ieri!) sono indietro anni luce da noi.

Già sono più avanti i blogger in genere. E infatti la parte più interessante della serata è stata senza dubbio l’incontro con molti blogger, che da tempo leggo e mai avevo conosciuto personalmente. E così ho avuto il piacere di incontrare finalmente il buon Giggimassi, neofuturista e sempre a caccia di cultura. A proposito invito Giggi, che sembra – da questo post – aver gradito l’intervento di Buttafuoco, ad un confronto serio su questo tema. Una cosa è ammirare le capacità retoriche dell’uomo, altra cosa è apprezzarne i contenuti. I contenuti ieri non li ho visti. Che deve essere Buttafuoco a dire a me che la Rai fa schifo? Forse sarà già qualcosa, visto che i politici neppure questo dicono. Ma se permetti noi ogni giorno su questi blog andiamo già molto molto più avanti.

Ho incontrato Mariniello, simpatico e preparato dirigente nazionale di Azione Giovani (movimento giovanile di AN). Complimenti a lui per la bella organizzazione di Atreju. Il cattivo tempo ha impedito ai partecipanti di godere degli splendidi spazi dell'Eur. Magari il prossimo anno andrà meglio!

Ho rivisto Marco Paolemili, con il quale condivido anche l’esperienza su RadioAlzoZero.

E quindi anche tutti i blogger di TocqueVille: Il megafono (che ha appena chiuso il suo blog), Starsailor, Krillix, Sara Petella (che proprio in quell'istante stava per riaprire il suo blog!). Tutti simpatici devo dire. E già è una gran cosa. (Tra parentesi, bisogna capire bene perché quelli di destra sono simpatici. Non che a sinistra nessuno sia simpatico, ma la percentuale si abbassa in modo sensibile. Mah!)

Poi alla fine è arrivato anche il “sindaco” di TocqueVille, Andrea Mancia, simpatico e disponibile anche lui. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera, convinti tutti che i blogger hanno ancora tanta strada da compiere e molta visibilità da conquistare.

E poi, non potevo dimenticarmi!, ho conosciuto finalmente Marina Bellini, la più futurista di tutti! Il suo abbigliamento era da applausi a scena aperta. Questo è futurismo… altro che Malgieri!

Chiudo ancora ritornando al dibattito, perché davvero sia chiaro che quello di ieri è un vicolo cieco.

Dopo tanti interventi, più o MENO efficaci, c’è stato spazio persino per la “glorificazione dell’attacchino”. Con assordante ovazione del pubblico in sala. Un pubblico più passatista non si poteva immaginarlo. Siamo davvero al ridicolo: uno prende applausi scroscianti per aver detto che è importante attaccare manifesti! Che idee per il nostro futuro… che spirito… che genio!

 

Chiaramente in tutto questo delirio passatista Giampaolo Rossi e Andrea Mancia (sul suo blog Domenico ha già espresso la sua opinione in questo bel post) hanno provato a parlare anche del web e dei blog, tentando di scuotere l'ingenium di chi era in sala. Ma il pubblico si agitava, non capiva, l’ignoranza si mescolava ai pregiudizi.

 

 

"In fin dei conti, che ci importa dei blog? A noi piace attaccare i manifesti!"

 

E il futuro si allontana.

 

FuTurAnto

postato da: iopensosempre alle ore settembre 17, 2006 17:51 | link |

giovedì, 14 settembre 2006

Contro la finanza passatista

Tutto gira intorno all'economia e alla finanza.

Non c'è più spazio per la cultura, per l'arte, per la riflessione, per la natura, per lo spirito.

DISTRUGGIAMO IL MONDO DELLA FINANZA, VILE E PASSATISTA

NEOFUTURISTI SEMPRE E OVUNQUE

PER LO SPIRITO, L'ARTE, LA VITA

FTA

postato da: iopensosempre alle ore settembre 14, 2006 14:37 | link |

lunedì, 21 agosto 2006

Ancora sul parassitismo

Segnalo a tutti gli amici un gran bel post del professor De Marchi. Un post neofuturista a tutti gli effetti.

Un post contro il parassitismo/passatismo e chi sostiene il parassitismo/passatismo, vizio che ha distrutto il nostro paese.

Un post di un uomo che ha le idee chiare e che non ha paura di dire le cose come stanno.

Fuori dai luoghi comuni, fuori dal conformismo che attanaglia le nostre vite.

Moralismo fiscale o parassitismo burocratico? di Luigi De Marchi

FTA

postato da: iopensosempre alle ore agosto 21, 2006 19:48 | link |

sabato, 29 luglio 2006

Il Neofuturismo prende a calci la pseudo-arte del secondo Novecento

Eccoci per un resoconto della visita al MART di Rovereto.
Presenti: iopensosempre/liberidallaforma e metafisico/superuomo
 
Cari amici neofuturisti,
la visita al MART di Rovereto è stata illuminante e per molti aspetti ha confermato i nostri propositi.
In particolare Russolo si conferma un artista straordinario, di prim’ordine nel panorama delle avanguardie Mascherenovecentesche. In particolare ci hanno colpito le acqueforti del primo periodo, che rivelano una tecnica notevole e già illuminazioni da grande artista, come potete vedere dalle Maschere (1909) che qui vi riproduco. Ma quello che ci ha colpito è la grande potenza espressiva che Russolo conquista quando passa gradualmente alla maniera futurista. E qui ci sono opere assolutamente straordinarie, come Chioma (I capelli di Tina), La rivolta, Sintesi plastica dei movimenti di una donna (1912-13). Questo sarebbe già tantissimo. Ma Russolo era Russolo-Chiomaun artista vivacissimo, e allora cambiò nuovamente strada affiancando ai modi futuristi un recupero di modi più tradizionali in una sintesi ricca di fascino, come potete vedere soprattutto dall’opera Balles de savon (1929). Questo solo per citare alcune opere di quel genio che fu Russolo. E senza considerare gli intonarumori, Russolo-Balles de savonincredibile idea che sconvolse il mondo musicale del tempo. Al Mart erano presenti delle buone ricostruzioni degli intonarumori. Purtroppo però molti erano già fuori uso e abbiamo potuto suonarne solo un paio. Molto semplici, come pensavo. Il che nulla toglie all’importanza dell’innovazione. E’ importante ricordare anche altre opere futuriste ammirate al MART. Una su tutte, Idolo moderno (1911) di Boccioni.Boccioni-Idolo moderno
Abbiamo anche potuto sapere di alcune pubblicazioni sconosciute di Russolo. La più importante delle quali è senz’altro il testo Al di là della materia, che ci siamo ripromessi di scovare in qualche biblioteca. Si tratta indubbiamente di un titolo intrigante, che merita la nostra attenzione. Chiunque riesca a trovarlo in qualche oscura biblioteca, ci faccia sapere.
 
Tra ammirazione e commenti entusiastici abbiamo quindi abbandonato l’esposizione su Russolo, notando comunque la scarsa presenza di visitatori e pensando conseguentemente agli scarsi incassi per il museo. Ci siamo diretti verso il secondo piano del MART, dove è collocata la collezione permanente di arte contemporanea.
E qui dobbiamo segnalare che la visita ha assunto toni simpatici, oltre che goliardici! Sì, perché di fronte ad alcune provocazioni avanguardiste chiunque ami l’arte resta davvero sconcertato, e a volte indignato. E così è stato per i Neofuturisti iopensosempre/liberidallaforma e metafisico/superuomo. Ecco alcuni episodi divertenti.
Nel mezzo dell’esposizione, arriviamo alla sezione dedicata alla pop-art. In un attimo di distrazione iopensosempre/liberidallaforma nota 3 scatole accatastate al centro della sala e pensa “Certo che davvero incassano proprio al MART, neppure tolgono gli scatoloni dalle sale!” E invece no! Perché avvicinandosi alle scatole, si viene a scoprire che trattasi di una celebre opera di Andy Warhol! Stesso sconcerto per metafisico/superuomo, ovviamente. E qui decidiamo con gesto neofuturista di immortalare Warhol-doppio calcioil momento con la foto che vedete: un doppio calcio neofuturista alla presunta arte di Warhol!!!! Warhol pensi di essere originale? Sei solo un passatista, come gli altri!
Ma siamo solo agli inizi. Perché poi si passa ad un pannello di legno appeso ad un muro. Pensiamo: meglio il legno di IKEA! E ci chiediamo entrambi: cosa c’è di artistico in tutto ciò??? Ma non è finita. Quando ormai la stanchezza sta prendendo il sopravvento e si inizia a credere (o sperare?) che le sale siano finite, ecco che iopensosempre/liberidallaforma entra in una sala in cui compaiono dei grandi riquadri colorati. Iopensosempre si gira verso metafisico ed esclama: “Dai, è finita! Questa è ancora in allestimento!” E invece no!!! Perché si tratta delle celebri tele monocromatiche di non so quale artista (sic). Chiaramente, fa notare metafisico, nella descrizione di queste pseudo-opere è sempre presente la solita tele monocromatichefrase “Dietro l’apparente semplicità, c’è invece un grande lavoro di studio, etc…” Insomma, si vede che vogliono quasi giustificarsi della nullità di queste opere. E’ fin troppo evidente. Pensiamo che ormai il peggio sia passato e invece ci tocca ancora vedere degli stracci per terra e delle cassette (di frutta?) accatastate!! Ed è a questo punto che metafisico propone: “Andiamoci a fare un altro giro da Russolo, ho bisogno di rifarmi gli occhi!” Proposta accettata all'unanimità! Altro giro da Russolo. E al riso subentra il sorriso...
 
Insomma, la visita ha evidenziato chiaramente che l’avanguardia, la vera avanguardia cessa di fatto col futurismo. Affermazione forte ed esagerata, indubbiamente. Più realisticamente, le avanguardie del secondo Novecento hanno perso la profonda carica distruttiva del futurismo, del cubismo, del surrealismo per caricarsi di significati spesso estranei alla vera arte. Provocazioni, ricerca della sorpresa e nulla di più.
Quindi, resta ancora più valido il progetto neofuturista, che consiste nel prendere il Futurismo a unico modello possibile per la futura avanguardia che verrà. E’ da lì che bisogna partire. Da Russolo, da Boccioni, da Balla. Non certo da Warhol! Per carità!

postato da: iopensosempre alle ore luglio 29, 2006 19:07 | link |

venerdì, 28 luglio 2006

UN LIBRO PROVOCATORIO




Il meticcio di Angelo Roma è un romanzo di denuncia il cui bersaglio è l’ipocrisia della società letteraria d’oggi organizzata in clan impenetrabili e arroganti. Attraverso la metafora del “buon selvaggio” che vuole diventare scrittore, l’autore racconta la chiusura, il razzismo intellettuale, la disonestà degli ambienti colti.
In poche parole la grettezza e l’arroganza di quelli che sono lontanissimi parenti di coloro che davano vita nella Firenze del primo novecento a una delle stagioni più vive culturalmente.
Per spazzare via i primi ci vorrebbe più che mai  un calcio in culo neofuturista!

postato da: METAFISICO alle ore luglio 28, 2006 21:47 | link |

lunedì, 03 luglio 2006

Destra e sinistra: che figuracce!

Questa destra e questa sinistra rappresentano il passatismo più scadente e avvilente.

Vi voglio parlare di due figuracce: una di destra e una di sinistra. NON LO AMMETTERANNO MAI, nè l'una nè l'altra parte. Ma noi stiamo qui per questo.

Figuraccia della sinistra

Il NO al Referendum ha mostrato chiaramente da che parte sta il parassitismo e l'assistenzialismo. A sinistra. L'analisi del voto rende tutto questo di un'evidenza sconcertante. C'è il centro-sud che vuole continuare a "succhiare" le energie del nord. Alcune zone d'Italia (Calabria) con percentuali bulgare vergognose. E la provincia del Nord tutta schierata per il SI'. Ci sono due Italie, non c'è dubbio.

Il sud. C'è da chiedersi perchè questa gente continua ad odiare il nord eppure non vuole un minimo di federalismo. Solo schifosissima convenienza. Parassitismo della peggior specie. E' stata la sinistra a giocare la campagna elettorale referendaria sull'opposizione nord ricco-sud povero. Eccoli accontentati. Figuraccia ai massimi livelli. L'Italia che sprofonda. Sempre più divisa (e sempre a causa di chi propagandava l'unione e la concordia!)

Figuraccia della destra

Il centrosinistra, a sorpresa, ha presentato alcune misure per indebolire le lobby che tengono il paese ancorato nel passatismo più totale. Ben fatto. Aspettavamo da tempo simili misure. Intendiamoci, ci vuole un'azione molto più forte e rivoluzionaria. Ci aspettiamo soprattutto il grande passo. Riusciranno Mussi, Diliberto e soci ad attaccare i gruppi da cui traggono sostegno e voti? (parassiti della pubblica amministrazione; giornalisti incapaci; baroni universitari). Ho troppi dubbi. Ma continuo a sperare.

E il centro-destra? Sorpreso e impaurito dalla mossa degli avversari, non trova niente di meglio che balbettare confusamente e in maniera scomposta. Non ha fatto nulla di tutto questo in 5 anni. Per quale motivo? Meritano questa figuraccia.

NEOFUTURISMO

PER CANCELLARE

DESTRA E SINISTRA PASSATISTE

FTA

postato da: iopensosempre alle ore luglio 03, 2006 13:23 | link |


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