Blog NETfuturista

domenica, 25 novembre 2007

PAROLAI E PARRUCCONI

Le persone oneste e intelligenti difficilmente fanno una rivoluzione, perché sono sempre in minoranza
(Aristotele)




Notre Dame Andreotti, Don Abbondio Prodi, Nonno Napolitano, Ponzio Pilato  Mastella, Mangiafuoco Ferrara e Co.
Questo plotone di Barabba non sono da sopportare o supportare ma solo e soltanto da disprezzare e scacciare.
In quanto a Berlusconi,  dietro al quale sono pronte le nuove leve ( i carismatici e freschi Bondi e Cicchitto),
ha detto bene Marcello Veneziani:  si può considerare di destra “solo in quanto non di sinistra”.
Non è di destra perché non valorizza i valori propriamente di destra: Dio, patria, famiglia.
Mai sentito un discorso veramente nazionalista o che difenda il cristianesimo.
Sulla famiglia meglio tacere, visto che i “padrini” del family day sono tutti pluridivorziati e/o  conviventi, come i maestrini Casini e Fini, tanto fintamente rigorosi, quanto schifosamente incoerenti.
Le trasmissioni di Silvio bisogna ammettere che straripano di letame, di decerebrati in carriera alla caccia dei cinque minuti di celebrità, fatte da quell’ectopasma di Costanzo e da suo marito Maria De Filippi, oltre che da Fede, giornalista leccaculo che si divide tra Lele Mora e Briatore.
Mai sentito Berlusconi avanzare qualcosa sulla valorizzazione della cultura di destra, se cultura di destra sono Kakà, Ringhio Gattuso e i giovani di Milano Young, mezzi effemminati che si atteggiano ad imprenditori rampanti...
Della sinistra atea, nichilista e anticlericale inutile aggiungere qualcosa. Del resto parlare del nulla è questione molto ardua.
In qualsiasi altro paese tutti questi Barabba sarebbero già stati rottamati da un pezzo in modo forzato o non.
Perché passato un certo limite in altri tempi e/o in altri luoghi simili fossili sarebbe stati spazzati via  con una rivoluzione dalle nuove generazioni.
Qui in Italia continuano invece a pontificare e stare ai vertici sempre umilmente riveriti, dei simili Tersiti!
Tutti sopportano, tutti aspettano, intanto quella melma rimane al vertice anche perché sa che, usando furbamente l’espediente del “più vecchio più onnipotente”, gli italiani staranno perennemente al loro servizio.
Frenati dalla sindrome pietista del “più è vecchio meno si può contestare”.
Invece no, un rincoglionito a 30 anni, rimane un rincoglionito pure a 80!
Se un rincoglionito 40 anni fa era favorevole ali carri armati in Ungheria e ora ritratta tutto, se dice che sulle foibe c’è stato una decennale congiura del silenzio (suo e dei suoi compari) non si deve lodarlo ma spernacchiarlo come merita perché dice tali cose solo perché sa che ormai alla sua venerande età, ed essendo capo di stato, può permettersi di ritrattare ciò che vuole perché i babbei anziché deriderlo del suo ritardo cerebrale lo loderanno per essersi ravveduto (falsamente?)  con 50 anni di ritardo.
Le nuove generazioni italiane sono sotto il ricatto e il complesso d’inferiorità per dei vecchi che non sono altro che ex giovani rincoglioniti, antiitaliani e fallimentari.
Con Andreotti l’Italia ha raggiunto il massimo del debito nazionale
Andreotti è il don Abbondio che ha taciuto con le foibe perché “strategicamente con Tito bisognava tacere”.
Prodi è il don Abbondio supremo, un essere abbietto sedicente cattolico al soldo di quella sinistra atea-anticlericale-bestemmiatrice  che butterebbe dalla finestra subito il crocefisso.
Una nullità che si è sentito miracolato dal momento che gli hanno proposto di diventare l’utile idiota della sinistra nichilista. E che non ci ha pensato due volte ad accettare: facendolo avrebbe raggiunto la seconda carica di uno stato.
Qualsiasi nullità di fronte a un siffatto patto col diavolo avrebbe accettato pur di soddisfare il proprio orgoglio e riscattarsi.
Su l’altro versante si trovano ambigui parolai della peggior specie come Fini e Casini.
I nostri politici sono i più vecchi, infimi, superbi, doppiogiochisti, spietati e avidi di potere e poltrone, talmente impauriti all’idea di essere scollati dallo scranno dal potere che sono delle iene pazze disposte a qualsiasi cosa pur di conservarlo.
Guidati da alcun ideale se non quello del potere che “logora chi non ce l’ha” (Notre Dame Andreotti dixit).
Per liberarcene bisogna avere altrettanta spietatezza e assenza di scrupolo.
Quindi basta avere il complesso psicologico del “più è vecchio più è intoccabile”.
Le avide mummie nemiche delle nuove generazioni è ora che si tolgano dalle scatole!

postato da: Lacerbiano alle ore novembre 25, 2007 17:35 | link |

martedì, 20 novembre 2007

Piùblog: 8 dicembre 2007

Sabato 8 dicembre

BLOG & SCRITTURA
conduce: Maddalena Mapelli, Dottorato in Scienze del Linguaggio,
della Cognizione e della Formazione
10.00 Scrivere in Rete
Stefano Epifani, Docente di Organizzazione e gestione della comunicazione
interattiva, Scienze della comunicazione - La Sapienza
Mario Galzigna, Docente di Storia della Scienza e Epistemologia Clinica,
Università di Venezia
Paolo Melissi (Melpunk) redattore di Bookshop

11.30 ALBERTO BEVILACQUA risponde ai blogger

14.30 FUTURISMO: BLOGRINASCITA
conduce: Antonio Saccoccio, fondatore del movimento dei Neofuturisti italiani

con la partecipazione di LUCE MARINETTI
Umberto Croppi, direttore Fondazione Valore Italia
Antonio Gasbarrini, critico d'arte
Per i Neofuturisti:
Gianluigi Giorgetti, attore e autore teatrale
Marco Zappa, artista e docente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano
Edoardo Sylos Labini, attore e autore teatrale

postato da: iopensosempre alle ore novembre 20, 2007 21:57 | link |

venerdì, 12 ottobre 2007

Neofuturisti italiani MANIFESTANO con i giovani studenti italiani

OGGI 12 OTTOBRE 2007

 

I NEOFUTURISTI ITALIANI

MANIFESTANO

CON AUDACIA E CONVINZIONE

AL FIANCO DEI GIOVANI STUDENTI ITALIANI.

 

 

I NEOFUTURISTI ITALIANI

 

CHIEDONO

 

LA CANCELLAZIONE DEL DECRETO CHE, CON UN IDIOTA RECUPERO PASSATISTA, REINTRODUCE IL VECCHIO ESAME DI RIPARAZIONE.

 

LE DIMISSIONI DEL MINISTRO FIORONI, IL PIU’ PASSATISTA MINISTRO DEL GOVERNO PRODI, CHE STA RIPORTANDO INDIETRO DI 20 ANNI LA GIA’ PASSATISTA SCUOLA ITALIANA.

 

I NEOFUTURISTI ITALIANI

 

DICONO

 

NO

ALLA RESTAURAZIONE

 

NO

ALLA REAZIONE FIORONESCA

 

LOTTIAMO

PER UNA SCUOLA

MODERNA

APERTA

DINAMICA

CORAGGIOSA

CRITICA

CREATIVA

APROFESSORALE

ADOGMATICA

 

postato da: iopensosempre alle ore ottobre 12, 2007 11:49 | link |

martedì, 10 luglio 2007

A Bologna c'è VERTIGO, un evento da non perdere

Vi copio qui sotto alcune notizie riguardanti la mostra Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, che si terrà a Bologna per tutta l'estate.

Se davvero bisogna seguire quello che disse Marinetti e quindi andare in pellegrinaggio nei musei una volta l'anno, allora questa sembra davvero essere l'occasione migliore. Cercheremo di stabilire una data per incontrarci insieme a Bologna, approfittando di questo evento. Sperando di trovare qualcosa di interessante.

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Il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna apre i propri spazi con la mostra Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, a cura di Germano Celant con Gianfranco Maraniello. L'evento intende documentare gli sconfinamenti e le contaminazioni che si sono stabiliti a partire dalle avanguardie storiche (dal Futurismo al Suprematismo, dal Costruttivismo al Dadaismo, dal Neoplasticismo al Surrealismo) al fine di affermare la caduta dello "specifico" artistico, quale pittura e scultura, a favore di un intreccio multimediale.

Il percorso espositivo presenta oltre cinquecento opere tra libri d'artista, film, installazioni, quadri e fotografie capaci di guardare alla storia dell'arte del Ventesimo secolo come a un periodo di radicali cambiamenti, di invenzioni e innovazioni. È proprio la sistematica e progressiva introduzione dei nuovi media che ha favorito una decisiva contaminazione dell'esperienza estetica "classica" sconfessando la presunta separazione tra pittura e cinema, scultura e architettura, teatro e musica, design e danza, per affermare un'interdisciplinarietà linguistica e per minare le fondamenta del concetto stesso di autonomia e di autoidentità dell'arte.
Vertigo inquadra tutte le forme di comunicazione mediatica del secolo - dalla radio al telefono, dalla fotografia al cinema, dalla televisione al video fino alle più recenti elaborazioni digitali - attraverso un percorso espositivo che prende avvio dalle prime incursioni storiche nel campo delle tecnologie con gli esperimenti sonori e poetici di Marinetti e Schwitters, con quelli visivi e filmici di Duchamp e Dalì, per arrivare, attraverso Andy Warhol e la Pop Art, la Conceptual Art e artisti come Fernand Léger, Piero Manzoni, Yves Klein, Louise Bourgeois, Joseph Beuys, Anselm Kiefer e Bill Viola, fino ai maggiori rappresentanti della scena odierna internazionale.
Personalità artistiche e movimenti che hanno segnato con le loro ricerche le tappe fondamentali dell'appropriazione, a fini artistici, dei nuovi media sono presentati in mostra secondo un andamento incrociato all'interno di un allestimento di grande impatto. Quest'ultimo, concepito dal designerDenis Santachiara, accompagna e orienta il visitatore nel racconto visivo del secolo in cui l'arte ha con evidenza messo in crisi le proprie tradizionali forme di espressione.
Vertigo permette di comprendere come l'avanzamento della tecnologia abbia influenzato la percezione della realtà, la sua rappresentazione, il suo stesso statuto e, di conseguenza, come l'universo artistico nelle sue differenti declinazioni sia divenuto effettivamente "off-media". Si possono ammirare e capire più a fondo i contributi di Ed Rusha e di Lawrence Weiner per l'evoluzione del libro d'arte, quelli di Nam June Paik e di Bruce Nauman per il video o quelli di Laurie Anderson e di Christian Marclay per la musica contemporanea, ma anche tornare a guardare, con maggiore consapevolezza delle vicende estetiche del secolo, alla pittura di Magritte e Klee fino ai quadri o alle foto di artisti come Enzo Cucchi o Andreas Gursky.
Nel percorso della mostra queste rilevanti esperienze artistiche si incrociano con la presenza di straordinari oggetti testimoni dell'evoluzione mediatica (da grammofoni d'antiquariato a radio originali di Guglielmo Marconi fino all'I-pod) e con specifici contributi cinematografici realizzati assieme alla Cineteca di Bologna, istituzione gemella del MAMbo, per una collaborazione che vede una fitta serie di eventi e progetti dedicati a Vertigo per tutta la durata del periodo espositivo.
 
 
Informazioni utili
Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web
A Bologna dal 6/05 al 04/11/2007
MAMbo Museo d'Arte Moderna - via Don Minzoni 14
ORARIO: martedì - domenica 10.00-18.00 - giovedì10.00-22.00 - lunedì chiuso
INGRESSO: € 9,00 Intero € 7,00 Ridotto - gruppi superiori alle 15 unità, minori di anni 18, maggiori di 65 anni, studenti universitari, anche stranieri, con tesserino, associazioni convenzionate
INFORMAZIONI: tel. 0516496611 fax 0516496600 - info@mambo-bologna.org - www.mambo-bologna.org
 
 
tratto da Tiscali-Arte

postato da: iopensosempre alle ore luglio 10, 2007 19:40 | link |

mercoledì, 04 luglio 2007

Nuovi futuristi crescono in attesa del 2009

Neofuturisti_articolo-Il-Secolo_29-06-07

postato da: iopensosempre alle ore luglio 04, 2007 20:01 | link |

martedì, 03 luglio 2007

riprendiamoci il '400

Cos’è la bellezza se non la verità e l’onestà e la chiarezza?
E non uccide la mancanza di un limite da superare?
E non stanca il sorriso che cela la falsità di qualsiasi intenzione?

E crediamo ancora di essere felici? Appagati? Soddisfatti? Finalmente sereni?
Le coscienze dormono
E dorme anche chi dovrebbe risvegliarle semplicemente perché assuefatto al torpore dominante…

Serve una nuova Cupola a Firenze.. è necessario ricoprire con un’ombra di modernità tutti i popoli italiani.. tutta l’Europa..
È necessario operare attivamente per la riscoperta di ciò che affranca l’uomo dall’animalità… necessario riprendersi la libertà della scelta..
La scelta come azione positiva non come rinuncia a qualcosa di diverso…
E anche la rinuncia ben venga..
La motivazione razionale appartiene all’uomo

Serve coprire con una nuova cupola la coscienza addormentata
E far scoccare nuove frecce dal nostro arco
È necessario incidere profondamente nel sonno senza sogni del mondo attuale

Finiamola di confondere l’attualità con la contemporaneità
Evitiamo di riconoscerci in questa miseria morale succube dell’antichismo esaltato..
Vomitiamo queste nozioni che abbiamo bevuto ignari per decenni

È necessario distruggere ciò che non è foriero di futuro e riappropriarsi del passato che ci forma

Serve una nuova cupola che copra con la sua ombra l’Europa

postato da: tartaglione alle ore luglio 03, 2007 15:01 | link |

venerdì, 29 giugno 2007

Nuovi futuristi crescono

Qui potete leggere l'articolo

"Nuovi futuristi crescono"

pubblicato su

Il secolo d'Italia

di oggi.

A pag. 8

si parla di noi

 

ad futurum

postato da: iopensosempre alle ore giugno 29, 2007 15:04 | link |

sabato, 16 giugno 2007

Anche Movimento Zero contro destra e sinistra passatiste.

postato da: iopensosempre alle ore giugno 16, 2007 22:40 | link |

giovedì, 07 giugno 2007

I quattro cardini del teatro neofuturista

 
  1. brevità
  2. dinamismo continuo
  3. scardinamento della finzione scenica e delle barriere tra palcoscenico e pubblico
  4. abolizione di ogni regola e convenzione inutile e pedante

FTA

postato da: iopensosempre alle ore giugno 07, 2007 21:38 | link |

lunedì, 14 maggio 2007

Segnalazioni NetFuturiste

Amici neofuturisti, qualche segnalazione per voi:

Uno splendido racconto di Papini pubblicato dalla nostra skeggia87.

Strepitose riflessioni papiniane su liberidallaforma

Riflessioni personali sul passatismo della nostra società ancora su skeggia87.

AD FUTURUM

FTA

postato da: iopensosempre alle ore maggio 14, 2007 00:23 | link |

lunedì, 19 marzo 2007

FUTUR 200207 SEND -> ->

FUTUR200207

 

Questo testo parolibero è stato composto per ricordare l'attacco scatenato sul web dai Neofuturisti in occasione della pubblicazione del Manifesto del Neofuturismo. L'attacco durò per tutto il 20-02-07 e furono coinvolti decine e decine di siti, blog e aggregatori.

postato da: iopensosempre alle ore marzo 19, 2007 23:17 | link |

lunedì, 05 febbraio 2007

STA A NOI

Siamo un paese stanco in un mondo stanco.

Manca la forza creatrice.

Manca il genio.

Manca la vita.

E NOI DOBBIAMO FARE QUALCOSA.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore febbraio 05, 2007 23:53 | link |

giovedì, 25 gennaio 2007

L'unica certezza

Anno 2007: un'unica certezza

Siamo unicamente nelle mani delle superstiti minoranze creative

FTA

postato da: iopensosempre alle ore gennaio 25, 2007 22:25 | link |

domenica, 21 gennaio 2007

Città e sculture

Nelle città odierne gli spazi dedicati alla scultura sono limitatissimi.
Le sculture di artisti contemporanei sono oggetti confinati per lo più al centro delle piazze più spaziose, nelle rotonde, nei giardinetti pubblici. Questo non può bastare. Noi proponiamo di dare il giusto spazio alla scultura, che da sempre ha incitato l'uomo ad elevare lo spirito. Vogliamo sculture create con leghe mettaliche, con materie plastiche e resine, con derivati del vetro. E sculture ovunque sia possibile.

Poi arriverà il momento anche per la scultura mutante. Elettronica. Pixelica.

E basta con le sculture misere, tristi opere di artisti impauriti. Largo alla scultura dinamica, aggressiva, d'azione.

Vogliamo che il tristissimo uomo post-moderno resti sbalordito dalla bellezza sovrumana delle sculture neofuturiste!

Lasciamo ovunque il segno che siamo vivi! Cominciamo e ricominciamo a plasmare la materia con maestria, forza e decisione!

Al bando la tristezza. Largo al coraggio e alla virilità.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore gennaio 21, 2007 23:47 | link |

giovedì, 11 gennaio 2007

La dittatura dell'uomo-massa e il Neofuturismo

Sono solito usare per descrivere l'uomo contemporaneo due termini che usò più di settant'anni fa il grande filosofo Ortega y Gasset: l'uomo-massa, l'uomo medio.
E' questo tipo di uomo che costituisce il cancro della nostra società. L'uomo che crede di sapere e invece non sa nulla. L'uomo che ripete scimmiescamente ideuzze e luoghi comuni sentiti qua e là dopo averli incamerati senza il minimo vaglio critico.
Questo è l'uomo-massa, questo è l'uomo medio.
Ci sono numerosi passi del saggio La rebelíon de las masas (1930) di Ortega y Gasset in cui viene descritto un tipo di uomo simile all'attuale. Leggendo questi passi non si può non stupirsi del fatto che Ortega già coglieva nella prima metà del secolo scorso quella tendenza alla massificazione del pensiero che oggi è una realtà diffusa in ogni zona del mondo.
"Non intendo dire che l'uomo-massa sia ignaro. Quello attuale, al contrario, è più reattivo, possiede maggiori capacità intellettive di qualunque altro nel passato. Ma queste capacità non gli servono a nulla; a rigore, la vaga sensazione di possederle gli permette di chiudersi maggiormente in se stesso e di non usarle. Una volta per sempre egli consacra l'assortimento di luoghi comuni, di pregiudizi, di parvenze d'idee, o semplicemente di vocaboli vacui che il caso ha ammucchiato nella sua coscienza e, con un'audacia spiegabile soltanto con l'ingenuità, cercherà di imporli ovunque. [...] Non che l'uomo volgare ritenga d'essere eccellente e non volgare, ma che proclami e imponga il diritto della volgarità, o la volgarità come un diritto".
"L'uomo medio possiede delle "idee", però manca della funzione di pensare".
Ecco il cuore del problema. L'uomo-massa, l'uomo medio(cre) non pensa autonomamente. Prende le idee in prestito affastellando tutti i pregiudizi e luoghi comuni più diffusi nella società e cerca a sua volta di imporli a tutti gli altri, comprese le minoranze pensanti.
A mio avviso questa rovina è storicamente dovuta alla diffusione dell'istruzione (di una pessima istruzione, si intende) in larghissime fasce della popolazione. La gente si è illusa di sapere, mentre non faceva altro che ripetere pappagallescamente le idee degli altri. Con il risultato che oggi, molto di più che all'epoca di Ortega, l'uomo-massa è il vero e indiscusso dittatore.
Il compito, arduo ma non impossibile, che spetta all'uomo esterno alle masse, all'uomo ancora pensante è quello di demassificare l'uomo medio. Bisognerà produrre nell'uomo-massa un distacco da questa modalità esistenziale e il ricongiungimento con il proprio sè, con la capacità di produrre e creare pensiero in modo autonomo.
La rivoluzione neofuturista parte da questi presupposti. Risvegliare l'uomo-massa sarà il suo compito. Con il pensiero, con l'azione, con l'arte.

postato da: iopensosempre alle ore gennaio 11, 2007 00:56 | link |

domenica, 24 dicembre 2006

Contrappasso pacifista (1)

Amici neofuturisti, vogliamo annoiarci anche noi con i soliti melensi e scontati auguri di Buon Natale?

 Qui nessuno si azzarderebbe a lasciare auguri del genere.

E così, per ravvivare un po' la noia prenatalizia, vi voglio postare due foto di una piccola installazione neofuturista che ho realizzato nel pomeriggio. Il significato è fin troppo chiaro.

contrappuntofronte

contrappuntoalto

E ora che succederà?

I veri neofuturisti dovrebbero già avere intuito...

Vedrete.

Il "Contrappasso pacifista" non è ancora ultimato.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore dicembre 24, 2006 01:08 | link |

venerdì, 15 dicembre 2006

Tv di stato: due opportunità

Visto che continuano a trasmettere porcherie indecenti

Visto che la vera cultura è sempre esclusa

Visto che l'unica informazione che fanno è deprimente, immorale e omologata

Visto che i Neofuturisti condannano la sottocultura e l'ignoranza senza mezzi termini

prendiamo in seria considerazione la possibilità di disdire il canone della tv di stato.

Qui c'è da firmare una petizione che chiede l'abolizione del canone.

Qui invece come disdettare il canone Rai legalmente.

saluti neofuturisti

FTA

postato da: iopensosempre alle ore dicembre 15, 2006 11:20 | link |

venerdì, 01 dicembre 2006

1912-2006: l'Italia è sempre la stessa.
Quando sorgerà l'alba di "un più degno e miracoloso futuro"?


L’Italia mi sembrava un paese senza vita, senza unità ideale, senza scopo comune. Tutto smorto, tutto assonnato. Ognuno per sè e qualche camorra per tutti. Mi domandai in quel momento qual era il mestiere, la missione d’Italia nel mondo. E non seppi rispondere. Allora iniziai con mazziniana intempestività  la mia Campagna per il forzato risveglio. Volevo che il mio paese facesse qualcosa di suo, rappresentasse una parte sua tra gli altri popoli. (...) Era tempo di rimettersi in cammino. Una nazione che non sente in sè la passione messianica è destinata a sfasciarsi."

 
“Io non accettavo il reale ordinario, superficiale, perché volevo un reale migliore, più vero, più profondo; rinnegavo il passato, rinnegavo il presente per tendere l’occhio, il desiderio, l’anima tutta verso un più degno e miracoloso futuro

(Giovanni Papini, Un uomo finito, 1912)


Queste parole rieccheggiano attualissime ancor oggi.
Ci sono moltissime persone, moltissimi italiani che subiscono le forze oscure di questo Paese che è tutto, fuorchè normale.
Tutto sta andando a rotoli, da Trenitalia ad Alitalia, ma i soliti marpioni e manager  sono  sempre al loro posto.
I politici che tanto sembrano volersi distinguere tra di loro, alla fine si dimostrano uguali proprio nelle decisoni più ributtanti, come quelle che hanno portato all’indulto.
Intanto gli italiani onesti stanno in disparte subendo quotidianamento il frutto della loro mala gestione.
Che si basa solo sull’accondiscendere e favorire precise strategie politico-economiche.
Quando è tardi si scoprono i Tanzi e Co.
E quelli  invece come Papini, Prezzolini e compagnia che vorrebbero cambiare le cose vengono osteggiati e marginalizzati perchè sono scomodi al comun sentire dei corvacci del malaugurio e dei baroni universitari  che anch’essi perseguono un bieco disegno di monopolio culturale a fini politici.
Mi auguro che quel futuro che Papini sognava nel 1912 e che pure oggi nel 2006 ancora non si vede all’orizzonte arrivi presto.
Ma l’Italia sembra destinata a diventare uno Stato di “secondo mondo”, per colpa dei soliti agitatori delle forze oscure...

 

postato da: METAFISICO alle ore dicembre 01, 2006 00:18 | link |

giovedì, 16 novembre 2006

Neofuturisti italiani: fase 2

Cari amici Neofuturisti, siamo giunti ad un momento di svolta per il nostro gruppo.

Dopo aver lanciato le nostre idee nel buio del panorama culturale italiano, dopo aver raccolto adesioni, dopo esserci conosciuti, ora si deve necessariamente passare ad una seconda fase.

Questa idea del gruppo neofuturista era partita come una sfida, qualcosa di poco più di un gioco. In poco più di un anno siamo invece diventati molto visibili nella blogosfera italiana. Riceviamo decine e decine di visite ogni giorno. Ho ricevuto, come titolare del multiblog, molti contatti da parte di singoli o gruppi interessati al nostro progetto. Abbiamo membri quasi in ogni zona d'Italia.

Spinto da questo successo, ho visto che si può passare ad una fase successiva. Si inizia, quindi, a fare sul serio.

Per cominciare al meglio questa seconda fase c'è ovviamente necessità dell'impegno da parte di tutti i membri che realmente credono nel progetto. Questa seconda fase dovrà andare a pieno regime nel giro di 3-4 mesi. Dopo di che avremo tutte le carte in regola per essere un gruppo davvero forte e influente a livello culturale, e probabilmente anche a livello socio-politico.

Serietà, impegno, entusiasmo e passione dovranno essere le nostre parole d'ordine per questo periodo di transizione. Si tratta di trasformare una bella capanna in una casa solida e ugualmente bella. Invito tutti ad essere critici in ogni momento. Invito però ad operare sempre nel senso della costruzione e non della distruzione. Ricordo che uno dei nostri nemici è il nichilismo. E' quello che sta fuori di qui che dobbiamo distruggere. Qui dentro impegnamoci a costruire. Con coraggio, energia e decisione.

Vorrei stimolare ognuno di noi ad occuparsi, già da ora, di qualcosa in particolare.

Ho appena parlato con PseudoSauro, che si sta occupando della costruzione del nuovo sito che ospiterà il nostro blog. Ha completato il lavoro di base. Ora deve istallarlo e testarlo. Poi sarà pronto.

NuovaLuce mi ha detto che si sta occupando della stesura di un Manifesto dell'Estetica Neofuturista.

Io (Liberidallaforma) sto completando la stesura del Manifesto della Poesia Neofuturista.

Metafisico si sta occupando di raccogliere i testi più importanti di Papini e Prezzolini da inserire nel nuovo sito.

Rivolgo a tutti gli altri Membri NeoFuturisti interessati al progetto un appello: fatevi sentire e cominciate a darvi da fare. C'è bisogno dell'aiuto di tutti. Di tutti coloro che sono realmente interessati al progetto neofuturista.

Vi ricordo i passi fondamentali da compiere in questa fase 2:

1. Trasferimento del blog su un dominio personale

2. Incontro in data da definire (si è visto che il periodo delle vacanze natalizie è quello più favorevole)

3. Stesura di programmi e manifesti singoli e soprattutto collettivi

4. Studio del futurismo e degli autori italiani ingiustamente dimenticati

5. Verifica dei membri realmente disposti ad investire in questo progetto.

Ricordo - anche se non ce n'è bisogno - a tutti i membri NeoFuturisti che il nostro è un progetto di radicale rinnovamento a livello socio-culturale.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore novembre 16, 2006 21:23 | link |

domenica, 29 ottobre 2006

Contra Halloween et similia

Quando ero bambino la sera del 31 ottobre non si festeggiava nulla. Oggi tutti festeggiano Halloween. Cosa abbiamo a che vedere noi italiani con Halloween? Nulla. Perchè dobbiamo festeggiarla? Per nessun motivo.

Anzi, il motivo c'è. Dare vita al solito deprimente rituale iper-consumistico.

Ci sono due aspetti di questa vicenda che non mi piacciono: uno è culturale, il secondo psico-sociale.

1. Agli Italiani le feste italiane. Agli americani le feste americane. Ai cinesi le feste cinesi. Questo se non si vogliono perdere quel minimo di tradizioni che rendono differenti le varie zone del mondo. Una festa sradicata è una festa senza senso, in cui prevale solo l'aspetto superficialmente ludico-economico su quello culturale. Io voglio vedere le feste paesane, in cui si ballano le danze tipiche del posto, si intonano canti regionali e persino comunali, in cui l'abbigliamento o la maschera ha un suo preciso significato.

2. Dobbiamo finirla con quest'abitudine tipica di gente smidollata e senza idee. Mi riferisco all'abitudine che ormai abbiamo di farci organizzare il divertimento da altri, da chi ci comanda. Perchè, ve lo siete mai chiesti, chi ha deciso di farci festeggiare Halloween? Qualcuno ha deciso per noi cosa, quando e come dobbiamo festeggiare. Questa è la morte del nostro spirito, del nostro genio, della nostra creatività.

I Neofuturisti non hanno bisogno che qualcuno organizzi per loro stupide feste e divertimenti. I Neofuturisti invitano tutti ad organizzarsi in proprio i divertimenti e le feste. Siamo NOI a decidere quando, come e dove divertirci.

Per questo motivo ai Neofuturisti fanno schifo:

1. l'animazione nei villaggi vacanza o in altri luoghi, segno della degenerazione creativa e della massificazione imperante;

2. le notti bianche organizzate nelle grandi metropoli, disgustose occasioni per il divertimento a comando (senza contare che andiamo follemente ad intasare tutti insieme gli angusti spazi delle nostre invivibili città).

Torniamo a crearci i nostri spazi per il gioco, la festa e il divertimento. Non siamo lo strumento di nessuno. Non ci sottometteremo MAI nè alla vile politica nè alla gretta finanza.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore ottobre 29, 2006 10:17 | link |

sabato, 21 ottobre 2006

Manifesto politico Neofuturista (aggiornamento)

Carissimi amici Neofuturisti, ho deciso di inserire come primo punto del Manifesto politico il seguente, che mi sembra l'indispensabile premessa a tutta l'azione.

1. Il dibattito politico attuale è dominato dalla dittatura del “politicamente corretto”. Dietro queste due parole si cela il tentativo, da parte di chi detiene il potere culturale, di far tacere qualunque opinione innovativa e in grado di far crollare l’attuale sistema. È un modo silenzioso e infido di creare un consenso generale su moltissimi temi fondamentali. È un modo per non cambiare mai e per impedire la nascita e lo sviluppo di idee nuove. Proprio quelle idee nuove che noi vogliamo proporre. Ed è per questo motivo che i Neofuturisti vogliono scardinare e abbattere l'odiosa dittatura del “politicamente corretto”. Noi avremo sempre il coraggio di esprimere le nostre opinioni, senza temere la censura da parte dei detentori del verbo “politicamente corretto”. Cercheranno di tagliarci le gambe in tutti i modi, è evidente, ma noi non cederemo di un passo e andremo avanti per la nostra strada, sicuri della necessità del rinnovamento di cui ci siamo fieri propugnatori.

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Che ne pensate? Mi sembrava doveroso... ;->

Di conseguenza tutti gli altri punti scivolano di una posizione.

Da me trovate il Manifesto completo aggiornato (ho cambiato qualcosa solo nella numerazione, non nei contenuti). Qui ho evitato di farlo poichè, scivolando la numerazione dei punti successivi, i vostri riferimenti nei commenti sarebbero risultati riferiti al punto successivo.

FTA

postato da: iopensosempre alle ore ottobre 21, 2006 19:29 | link |

venerdì, 13 ottobre 2006

Manifesto politico Neofuturista

Manifesto politico Neofuturista (12-10-06)
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È ormai passato più di un anno dal Primo Manifesto del NeoFuturismo e del Neo-Umanesimo. Il NeoFuturismo comincia ad essere una realtà capace di dare nuova linfa alla spento panorama culturale italiano. Sento ormai maturi i tempi per la pubblicazione del Manifesto politico Neofuturista, perché siano chiari a tutti quali sono i principi ispiratori del Movimento, anche sul piano politico. Non si tratta ancora di un programma, ma di linee programmatiche, di idee cardine sulle quali costruire successivamente un programma dettagliato. Noi riprendiamo dai futuristi, nostri predecessori, il coraggio e la forza dirompente con cui proponiamo queste nostre idee.

1. La politica attuale non ha riferimenti ideali. Spesso ci troviamo di fronte ad un’accozzaglia di leggi e leggine che non si inseriscono in un piano coerente. Noi Neofuturisti intendiamo la “politica” come “l’arte di governare la città”. E una città, uno Stato possono essere bene amministrati solo se dietro le singole decisioni ci sono delle idee-guida che indirizzano tutta l’azione di governo. Prima vengono le idee, poi la loro applicazione pratica. Una politica che non abbia idee forti alle spalle è una politica destinata al fallimento. Come vediamo tutti i giorni.
2. Noi vogliamo porre fine al parassitismo. Migliaia di cittadini italiani continuano a fare i furbi. Per lo più imboscati nella pubblica amministrazione (ma non solo), continuano ad incamerare lo stipendio mensile, pur passando intere giornate presi in occupazioni che nulla hanno a che fare con la mansione per cui sono stati assunti e vengono pagati. Se per svolgere un compito bastano due impiegati, non se ne assuma un terzo e magari un quarto, perché questo è il primo modo per incentivare il parassitismo. Questo parassitismo è un vecchio cancro italiano, con cui tutti dobbiamo fare i conti. È una nostra abitudine quella di provare sempre a lavorare meno di quanto dovremmo. Questa sciatteria indegna, questa furbizia nauseante ha condotto il nostro paese ad accumulare un debito pubblico che tutti conosciamo. Se bastano due impiegati laddove ce ne sono quattro, si prendano due di questi impiegati e li si utilizzino in un altro settore che è a corto di personale.
3. Strettamente legato al parassitismo c’è il fenomeno del clientelismo. Politici indegni di questo nome hanno creato nel corso di decenni un sistema clientelare abnorme. Migliaia di cittadini sono stati “imbucati” in sicurissimi posti di lavoro da politicanti da strapazzo che in cambio hanno usufruito del loro voto elettorale. Tutto questo ha creato disfunzioni enormi all’interno della pubblica amministrazione. Gente messa ad occuparsi di un settore di cui non era per nulla competente ha provocato il malfunzionamento della cosa pubblica di cui tutti ogni giorno ci lamentiamo. Il clientelismo non solo ha generato il fiorire di una classe impiegatizia incompetente, ma è alla base anche di un’eccedenza di impiegati in alcuni settori specifici.
4. Condanniamo allo stesso modo il nepotismo, pratica che in alcuni ambienti (università) ha ampiamento superato qualsiasi livello di decenza. Anche il nepotismo genera disservizio, perché, come il clientelismo, permette ad alcuni cittadini di occuparsi di compiti di cui non hanno le necessarie competenze professionali. Messi da parte parassitismo, clientelismo e nepotismo, l’unica via da perseguire rimane quella che chiamo “meritocrazia illuminata”. Ognuno dovrà trovare occupazione adeguata alle proprie capacità, ognuno sarà retribuito per quanto realmente produce. Tutto questo in un clima di moralizzazione dell’ambiente lavorativo, in cui non dovranno in alcun modo essere tollerate le bassezze frutto dell’arrivismo e del “rampantismo” oggi tanto di moda.
5. Lotteremo con forza anche contro il vandalismo. Sanzioni pesanti per chiunque sia colto nell’atto di danneggiare una struttura pubblica o privata. È ora di finirla e di essere finalmente seri su questo punto. Danni all’interno di scuole, caserme, stazioni, ospedali non saranno più tollerati. Non ci saranno più persone che lavorano per ricostruire quello che i vandali distruggono.
6. Contrasteremo fino in fondo la deriva economicistica della società odierna. E siamo quindi contro l’utilitarismo. Non possiamo lasciare che l’economia e la finanza decidano le nostre sorti. Ci sono cose ben più importanti degli equilibri finanziari. Prima di tutto il nostro equilibrio psichico: come uomini non possiamo piegarci a queste logiche economicistiche e utilitaristiche senza soffrirne, più o meno consapevolmente. Quindi, combatteremo affinchè le decisioni più importanti vengano prese non seguendo necessità economiche e finanziarie ma motivazioni più generalmente e globalmente culturali e umane.
7. Altra condanna per il consumismo miope e gretto di cui tutti siamo, più o meno, vittime. Questo tema dovrà essere affrontato con la massima attenzione dai politici. Dando per scontato che allo stato attuale delle cose non è possibile a mio modo di vedere ritornare a forme di economia primitiva, si dovrà provvedere a correggere l’andamento del mercato con opportuni correttivi. Ora, è questa la novità, le correzioni non saranno imposte dallo Stato. Le correzioni saranno il frutto del “consumo intelligente”. Il cittadino stesso sarà l’autore di questa svolta straordinaria. Il NeoFuturismo invita da ora tutti i cittadini ad esaminare attentamente ogni prodotto da acquistare. Il consumismo attuale è deprimente perché noi consumatori ci lasciamo giornalmente manipolare. Ma se ogni nostro acquisto sarà frutto di un’azione ponderata, da oggi in poi saremo noi i veri protagonisti del mercato. Si invitano già da ora tutti i cittadini a non acquistare prodotti scadenti a prezzi elevati. Ogni volta che acquistiamo merce scadente o con un rapporto qualità/prezzo sconveniente, noi non facciamo altro che regalare guadagni a chi non se lo merita. È esattamente lo stesso discorso del parassitismo: andiamo a premiare chi lavora poco e male. Forse ancora troppo pochi hanno chiaro questo aspetto decisivo per un corretto funzionamento del mercato. Siamo noi a regalare guadagni stratosferici ad artigiani incapaci, a medici incompetenti, ad mprenditori senza scrupoli, a pseudo-artisti, a calciatori anti-sportivi. Siamo noi i responsabili di tutto ciò. Con i nostri acquisti quotidiani. In Italia c’è ricchezza. Manca la distribuzione di questa ricchezza secondo i reali meriti. Coloro che accumulano ricchezze sono spesso gente senza scrupoli appartenenti a ben precise lobby di professionisti.
8. Siamo per la fratellanza tra tutti gli uomini, ma siamo contrari all’omologazione culturale e all’eccessivo centralismo statale. Siamo cittadini del mondo perché crediamo che tutti gli uomini condividano la stessa avventura su questo mondo. Ma siamo in particolare italiani e quindi veneti, liguri, toscani, laziali, pugliesi. L’abbattimento forzato e rapidissimo delle differenze culturali sta producendo un collasso culturale generalizzato. La perdità della propria identità è infatti sempre un motivo di crisi. Lo è per l’individuo, lo è ugualmente per una comunità e per un popolo. Per conoscere l’altro, bisogna conoscere prima di tutto se stessi. Per questo motivo sono da appoggiare programmi per le autonomie locali e per la difesa delle peculiarità culturali, linguistiche, artistiche delle diverse realtà nazionali. Moderare il centralismo statale, ma anche difendersi dalla gbobalizzazione culturale. In questo contesto bisognerà anche difendere la lingua italiana dall’attacco delle lingue straniere, specialmente quella inglese.
9. I Neofuturisti vogliono migliorare la qualità della vita. Pensiamo che la ricchezza prodotta attualmente non corrisponda ad un effettivo benessere. Per questo siamo contrari alla tecnocrazia. Le innovazioni tecnologiche e il progresso in ogni campo andrà accettato solo se realmente migliorerà la nostra vita. E per miglioramento non si intende solo un miglioramento delle condizioni materiali, ma anche e soprattutto spirituali.
10. La vita lavorativa del cittadino andrà rimodulata completamente. È impensabile avere giovani di 30 anni ancora improduttivi perché fuori dal mercato del lavoro. Sono nel pieno delle loro energie fisiche e mentali e uno Stato che voglia funzionare deve impiegare le migliori energie. È altresì insensato lasciare persone di 70 anni ancora in attività. Andrebbe quindi modificato il sistema di ingresso e uscita dal mercato del lavoro rendendo il sistema più flessibile. La proposta è quella di un’uscita graduale con una progressiva riduzione oraria fino al pensionamento. Dai 50 anni in poi il lavoratore potrebbe essere impiegato per un numero decrescente di ore, permettendo nello stesso tempo il graduale assorbimento dei giovani nell’orario lasciato libero. In questo modo sarebbe anche meno traumatico, a livello sia fisico che psichico, l’ingresso e soprattutto l’uscita dal mondo del lavoro.
11. Per quanto riguarda i pensionamenti, dovrà essere previsto anche qui un sistema maggiormente flessibile. Il principio è che si godrà di una pensione in linea con i contributi versati. Proponiamo una liberalizzazione dell’età pensionabile: ognuno potrà andare in pensione all’età che riterrà opportuno, fermo restando una pensione in linea con i contributi versati durante gli anni in cui era in servizio. In pratica, se un lavoratore vorrà andare in pensione a 40 anni potrà farlo, ma ci andrà con la pensione fino a quel punto maturata. Questa è la vera libertà. Ribelliamoci alla mistica del lavoro.
12. Un altro punto fondamentale per il futuro sarà una seria politica di contenimento demografico. Su questo pianeta siamo già decisamente troppi. Ogni giorno dobbiamo misurarci con le difficoltà causate da questa sovrappopolazione: traffico, inquinamento, mancanza di spazi, stress. Quindi in ogni modo andrà perseguito l’intento di un graduale decremento demografico. Un decremento che d’altra parte è già in atto nei paesi più sviluppati (tra cui anche il nostro) che hanno già portato a termine il ciclo della transizione demografica. Se un popolo naturalmente entra in una fase di decremento demografico è controproducente forzare la situazione favorendo lo sviluppo di flussi migratori o incentivando le nascite con sussidi statali. Forzare l’equilibrio demografico è semplicemente un suicidio.
13. Per questo stesso motivo siamo per una politica che favorisca il decentramento urbano, già peraltro in atto in molti casi. Realtà come quelle di Napoli e Roma rappresentano perfettamente la pochezza dei nostri urbanisti. Luoghi invivibili, in cui caos, smog, stress e alienazione sono gli unici cittadini a pieno titolo. Fiumi di persone vittime della massificazione contemporanea. Sono necessari piani di sviluppo per decongestionare le città e trasferire parte della popolazione in aree con una densità abitativa minore.
14. I Neofuturisti si battono anche affinchè i giovani non vengano più umiliati e schiavizzati dalla generazione che li ha preceduti. Andranno studiati dei metodi per ridimensionare il valore dell’anzianità in ambito lavorativo. Capita sempre più frequentemente che giovani disoccupati siano più preparati (e soprattutto aggiornati) rispetto a chi solo per questioni anagrafiche ha un ottimo posto di lavoro. Tutto questo non è più accettabile. E non soltanto per ragioni produttive (è infatti assurdo lasciare fuori i migliori), ma soprattutto per una questione di giustizia! Per lo stesso motivo, pur apprezzando la saggezza che spesso è caratteristica dell’età senile, non siamo più disposti a vedere incarichi prestigiosi affidati a persone che hanno ormai perso la vitalità e la lucidità mentale. Rispetto quindi per gli anziani, ma poniamo fine alla gerontocrazia.
15. Si riconosce il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Ma in caso di gravi e definite violazioni dei diritti umani sarà un dovere morale intervenire, se ci fosse bisogno anche con la forza.
16. Ovviamente un ruolo fondamentale spetterà all’educazione del cittadino. I mezzi di comunicazione di massa (radio e televisione) e la scuola sono le principali agenzie formative. Ora, poiché al privato non si può imporre nulla, l’azione educativa spetterà in primis ai soggetti pubblici. I canali radio-televisivi statali e la scuola dovranno in futuro avere un ruolo educativo assai maggiore di quanto ne abbiano oggi. Qualsiasi comportamento moralmente negativo e distruttivo andrà evitato in queste sedi. Per risanare la società abbiamo bisogno di modelli forti e non malati dello stesso morbo che vogliamo guarire ed estirpare. Quindi dovranno essere allontanati dalla televisione pubblica personaggi deprimenti e dannosi. In palinsesto non ci dovrà essere traccia di trasmissioni diseducative. Spazio invece ai professionisti seri che potranno usare gli spazi televisivi per informare, educare, criticare, ideare, creare. Allo stesso modo e a maggior ragione siano allontanati dalla scuola professori incapaci di educare e formare uomini degni di questo nome.

Con questo Manifesto si gettano le basi per l’azione politica Neofuturista. Altri punti verranno in seguito meglio precisati.
Alcuni ci diranno che siamo di destra. Altri ci diranno che siamo di sinistra. Altri ancora che vogliamo essere la terza via alternativa. A noi costoro fanno semplicemente ridere. Passatisti di ogni specie, la destra e la sinistra sono morte! E noi non possiamo quindi essere l’alternativa a chi è già morto. Noi rappresentiamo l’unica soluzione sana per il futuro del nostro paese.

FTA
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Cari amici Neofuturisti, vi invito a leggere attentamente questo Manifesto punto per punto. Nei commenti esprimete il vostro assenso o dissenso, approvando, criticando o correggendo i singoli punti. E' importante a questo punto sapere quanti di questi punti sono condivisi da tutti, quanti da pochi, quanti da nessuno di voi. Questo resta il Manifesto di FTA, se in futuro e con i vostri emendamenti potessimo arrivare ad un Manifesto condiviso da tutto il gruppo sarebbe un successo straordinario per tutti noi. Questo è il mio punto di partenza. Così come già metafisico ha proposto qualche settimana fa il suo punto di partenza.
A voi la lettura e il commento.
Siate sempre forti, coraggiosi, Neofuturisti!
FTA

postato da: iopensosempre alle ore ottobre 13, 2006 15:07 | link |

martedì, 10 ottobre 2006

Il codice della vita italiana...non è quello dei neofuturisti

Il Codice della vita italiana del 1921 è uno degli scritti più celebri di Giuseppe Prezzolini. In esso il grande scrittore elenca i vizi e le miserie di quella parte di italiani disposti a tutto e senza morale e di quegli altri italiani che subiscono passivamente i primi.
Il bilancio è sicuramente lugubre e pessimista perché si delinea uno scenario dove c’è ben poco da salvare.
Forze nell’impeto accusatorio Prezzolini generalizza un po’ troppo ma la realtà italiana la fotografa perfettamente. Una realtà dove i furbi, gli sleali e i fessi la fanno da padrone.
Basti il primo capitolo

                                                 

Capitolo I. Dei furbi e dei fessi


1. I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.

2. Non c'è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia, non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente nella magistratura, nella Pubblica Istruzione ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all'agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. questi è un fesso.

3. I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.

4. Non bisogna confondere il furbo con l'intelligente. L'intelligente è spesso un fesso anche lui.

5. Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.

6. Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.

7. Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.

8. I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

9. Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.

10. L'Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l'Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.

11. Il fesso, in generale, è stupido. Se non fosse stupido avrebbe cacciato via i furbi da parecchio tempo.

12. Il fesso, in generale, è incolto per stupidaggine. Se non fosse stupido, capirebbe il valore della cultura per cacciare i furbi.

13. Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandar via i furbi. Ma non possono: 1) perché sono fessi; 2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono.

14. Per andare avanti ci sono due sistemi. Uno è buono, ma l'altro è migliore. Il primo è leccare i furbi. Ma riesce meglio il secondo che consiste nel far loro paura: 1) perché non c'è furbo che non abbia qualche marachella da nascondere; 2) perché non c'è furbo che non preferisca il quieto vivere alla lotta, e la associazione con altri briganti alla guerra contro questi.

15. Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza. Il furbo soprattutto a quello della distribuzione.

16. L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente - che non si trova nei libri - insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.


I neofuturisti non sono disposti in nessun modo ad appartenere a una delle due categorie.
Vogliono scacciare i furbi e smuovere quelli che Prezzolini chiama fessi.

postato da: METAFISICO alle ore ottobre 10, 2006 22:32 | link |

domenica, 17 settembre 2006

Meglio attacchini che blogger!

Passatisti.

Davvero imbarazzante ieri ascoltare alcuni trai più noti giornalisti e voci della destra italiana. NON UNA SOLA IDEA NUOVA. NON UNA SOLA IDEA PER IL FUTURO.

"Viaggio alla ricerca di un nuovo futurismo - Intellettuali a confronto con la politica": questo il titolo dell'incontro organizzato (bene) da Atreju 2006.

Passatismo. A tratti glorificazione del passatismo. E’ inutile essere moderati, tentare di ammorbidire il giudizio. Questo non è il nostro compito.

Iniziano con un video che mostra uno stralcio della pessima fiction Rai sul Futurismo e Boccioni (che già abbiamo stroncato in queste pagine). E poi? La prima cosa la dice Gasparri: “Questo del futurismo è uno spunto, noi dobbiamo parlare del rapporto tra destra e cultura!”. Sai che novità? Mi aspetto le solite cose, e infatti gli ospiti non deludono le mie cupe aspettative. Se Marinetti avesse visto questo dibattito avrebbe detto per prima cosa “Togliete il mio nome, io non c’entro nulla con voi!” Lui, Marinetti, che disse più di una volta “Quando sarò vecchio e passato, buttatemi pure via e continuate voi al mio posto…” Questo era Marinetti, ieri preso come spunto per vivacizzare un pomeriggio moscio e senza idee. Un pomeriggio in cui il nuovo futurismo è rappresentato dal ricordo dell’impresa di Fiume di D’Annunzio. Inorridisco, amici neofuturisti. Capite? D’Annunzio, che già era considerato un passatista dai futuristi di un secolo fa!!! Oggi è preso e citato a modello (e non solo lui, anche una serie di oscuri personaggi nudi e mezzi nudi) da chi ha il coraggio e la presunzione di intitolare un dibattito "Viaggio alla ricerca di un nuovo futurismo”. Per favore, a ciascuno il suo. "Viaggio alla ricerca del vecchio passatismo”: questo sarebbe stato il titolo giusto.

Buttafuoco è un gran bel parlatore, brillantissimo e trascinante. Ma i contenuti? Appena sufficienti. Certo, abituati al nulla potrà piacere. Ma quale distanza tra la sua visione ancorata ad un mondo seppellito da un secolo e quella che dovrebbe animare un futurista del nuovo millennio! Non scherziamo…

Con tutto questo non voglio dire che non ci siano stati spunti convincenti. Ma se questo è il meglio dell’intellettuale futurista allora non ci siamo. Tutto ok, ma non intitolate così il dibattito. E lasciate perdere Marinetti, per carità!

Da tutto questo traggo l'impressione, anzi la convinzione che davvero non c'è nulla in Italia che possa lontanamente paragonarsi al Neofuturismo che da qualche mese portiamo avanti coraggiosamente in questo multiblog. I più futuristi (quelli di ieri!) sono indietro anni luce da noi.

Già sono più avanti i blogger in genere. E infatti la parte più interessante della serata è stata senza dubbio l’incontro con molti blogger, che da tempo leggo e mai avevo conosciuto personalmente. E così ho avuto il piacere di incontrare finalmente il buon Giggimassi, neofuturista e sempre a caccia di cultura. A proposito invito Giggi, che sembra – da questo post – aver gradito l’intervento di Buttafuoco, ad un confronto serio su questo tema. Una cosa è ammirare le capacità retoriche dell’uomo, altra cosa è apprezzarne i contenuti. I contenuti ieri non li ho visti. Che deve essere Buttafuoco a dire a me che la Rai fa schifo? Forse sarà già qualcosa, visto che i politici neppure questo dicono. Ma se permetti noi ogni giorno su questi blog andiamo già molto molto più avanti.

Ho incontrato Mariniello, simpatico e preparato dirigente nazionale di Azione Giovani (movimento giovanile di AN). Complimenti a lui per la bella organizzazione di Atreju. Il cattivo tempo ha impedito ai partecipanti di godere degli splendidi spazi dell'Eur. Magari il prossimo anno andrà meglio!

Ho rivisto Marco Paolemili, con il quale condivido anche l’esperienza su RadioAlzoZero.

E quindi anche tutti i blogger di TocqueVille: Il megafono (che ha appena chiuso il suo blog), Starsailor, Krillix, Sara Petella (che proprio in quell'istante stava per riaprire il suo blog!). Tutti simpatici devo dire. E già è una gran cosa. (Tra parentesi, bisogna capire bene perché quelli di destra sono simpatici. Non che a sinistra nessuno sia simpatico, ma la percentuale si abbassa in modo sensibile. Mah!)

Poi alla fine è arrivato anche il “sindaco” di TocqueVille, Andrea Mancia, simpatico e disponibile anche lui. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera, convinti tutti che i blogger hanno ancora tanta strada da compiere e molta visibilità da conquistare.

E poi, non potevo dimenticarmi!, ho conosciuto finalmente Marina Bellini, la più futurista di tutti! Il suo abbigliamento era da applausi a scena aperta. Questo è futurismo… altro che Malgieri!

Chiudo ancora ritornando al dibattito, perché davvero sia chiaro che quello di ieri è un vicolo cieco.

Dopo tanti interventi, più o MENO efficaci, c’è stato spazio persino per la “glorificazione dell’attacchino”. Con assordante ovazione del pubblico in sala. Un pubblico più passatista non si poteva immaginarlo. Siamo davvero al ridicolo: uno prende applausi scroscianti per aver detto che è importante attaccare manifesti! Che idee per il nostro futuro… che spirito… che genio!

 

Chiaramente in tutto questo delirio passatista Giampaolo Rossi e Andrea Mancia (sul suo blog Domenico ha già espresso la sua opinione in questo bel post) hanno provato a parlare anche del web e dei blog, tentando di scuotere l'ingenium di chi era in sala. Ma il pubblico si agitava, non capiva, l’ignoranza si mescolava ai pregiudizi.

 

 

"In fin dei conti, che ci importa dei blog? A noi piace attaccare i manifesti!"

 

E il futuro si allontana.

 

FuTurAnto

postato da: iopensosempre alle ore settembre 17, 2006 17:51 | link |

giovedì, 14 settembre 2006

Manifesto politico neofuturista

Nel n.20 del 15 ottobre 1913, la rivista futurista "Lacerba" pubblica il "Programma politico futurista", redatto tra gli altri dall’allora ardente futurista Giovanni Papini.
A distanza di quasi cento anni i neofuturisti non possono non confrontarsi con questo manifesto programmatico ben sapendo che numerosi punti sono anacronistici, alcuni totalmente inconciliabili, altri ancora totalmente recuperabili o revisionabili per la nuovissima causa neofuturista.
Quello che ho steso è un abbozzo di manifesto politico neofuturista, contrapposto a quello dei nostri antenati e apertissimo al dibattito, e alle revisioni, che vorranno avanzare tutti i colleghi neofuturisti.

 

Manifesto politico futurista (1913)

 

"Italia sovrana assoluta. - La parola ITALIA deve dominare sulla parola LIBERTÀ. Tutte le libertà, tranne quella di essere vigliacchi, pacifisti, anti-italiani.

Una più grande flotta e un più grande esercito; un popolo orgoglioso di essere italiano, per la guerra sola igiene del mondo e per la grandezza di un'Italia intensamente agricola, industriale e commerciale.

Difesa economica ed educazione patriottica del proletariato.

Politica estera cinica, astuta e agressiva. - Espansionismo coloniale. - Liberismo. - Irredentismo. - Panitalianismo. - Primato dell'Italia.

Anticlericalismo e antisocialismo.

Culto del progresso e della velocità, dello sport, della forza fisica, del coraggio temerario, dell'eroismo e del pericolo, contro l'ossessione della cultura, l'insegnamento classico, il museo, la biblioteca e i ruderi. - Soppressione delle accademie e dei conservatori.

Molte scuole pratiche di commercio, industria e agricoltura. - Molti istituti di educazione fisica,- ginnastica quotidiana nelle scuole. - Predominio della ginnastica sul libro.

Un minimo di professori, pochissimi avvocati, moltissimi agricoltori, ingegneri, chimici, meccanici e produttori di affari.

Esautorazione dei morti, dei vecchi e degli opportunisti, in favore dei giovani audaci.

Contro la monumentonomia e l'ingerenza del Governo in materia d'arte.

Modernizzazione violenta delle città passatiste (Roma, Venezia, Firenze, eccc.)

Abolizione dell'industria del forestiero, umiliante ed aleatoria". 


Manifesto politico neo-futurista (2006)


Italia caput mundi. - La parola ITALIA deve dominare sulla parola LIBERTÀ. Tutte le libertà, tranne quella di essere vigliacchi, pacifinti, anti-italiani , opportunisti e ambigui ( follinismo). La parola Italia deve soppiantare la parola USA, Francia e quella di tutte le altre nazioni. Sono loro che devono guardare a noi, non noi che dobbiamo guardare a loro.

Il neofuturista, orgoglioso di essere italiano, rigetta qualsiasi forma di clientelismo, nepotismo, servilismo. La meritocrazia e l’onestà sarà il suo unico e vero discrimine.

Neutralità dell’Italia d’innanzi alle guerre altrui, salvo casi in cui anche la sua incolumità sia in discussione. Ognuno si lavi i panni sporchi a casa propria e non invochi perennemente l’aiuto altrui con l’ipocrita scusa che chi non lo difende gli sia nemico ( come Israele che invoca sempre la tutela altrui, USA in primis, con la minaccia altrimenti di tacciare di antisemitismo chi non lo faccia)

Tutela del made in Italy ed educazione patriottica.

La religione e la razza non saranno mai oggetto di discrimine ma  il rispetto dei valori dei padroni di casa  non possono essere scalfiti

Politica estera fiera, intransigente qualora gli interessi nazionali vengano messi in pericolo. Opposizione fiera e totale, ed espulsione, di quegli immigrati che vengono in Italia con l’esclusivo fine di delinquere e imporre con la forza e  l’arroganza il proprio credo religioso.

Liberismo. – Tutela dei valori e della tradizione cattolica dell’Italia- Panitalianismo. - Primato dell'Italia .

Filoclericalismo, antisocialismo, anticomunismo.

Rigetto di ogni forma di nichilismo e ateismo

Filoamericanismo non acritico e non aprioristico. Allo stesso tempo atteggiamento non succube verso Israele e la sua politica. All’estremismo antisemita non può far da contraltare l’acriticismo totale (e ottuso) verso Israele e la sua politica.

Il neofuturista guarda criticamente all’islam, all’ebraismo e al capitalismo esasperato, consapevole che questi  sono in buona parte i responsabili di quello che il Papa chiama “ non sentire più la voce di Dio nell’occidente”

Interdizione alle cariche pubbliche per tutti gli over 70.

Abolizione di tutti i senatori a vita, carica destinata solamente a far vegetare in Parlamento mummie sul viale del tramonto.

La vita è fatta di interessi, la politica è la suprema, e sconcia, arte del fare e tutelare i propri interessi:abolizione quindi di qualsiasi norma sul conflitto d’interessi.

Abolizione dell’inutile carica di Presidente della Repubblica, riservata notoriamente solo per i parolai (ex)comunisti vogliosi di eleggere Senatori a vita della loro risma

Culto del progresso e dello sport, della forza fisica, del coraggio temerario, dell'eroismo e del pericolo,

Valorizzazione della vera cultura italiana, cattolica, classica, umanista, futurista e neofuturista ed espulsione di quella nichilista  con  i suoi ruderi.

Per il neofuturismo l’artista è creatore e l’opera d’arte  prodotto diretto della sua anima. Orinatoi, merda inscatolata e tavole monocromatiche, nonchè croste unicamente provocatorie, non potranno mai appartenere alla categoria dell’arte, forse possono aspirare a quella del letame…

Molte scuole pratiche di informatica, commercio, industria e agricoltura. - Molte palestre, istituti di educazione fisica, sport quotidiano nelle scuole.  Inscindibilità della palestra e del libro. Kalos kai agathos e mens sana in corpore sano deve risuonare sempre.

Lotta spietata ai professori bolsi, vecchi, asmatici, nichilisti e incapaci nonché ai loro leccaculo.

Burocrazia ridotta all’osso sradicando i rami secchi in cui si annidano i parassiti e i fancazzisti.

Esautorazione dei morti, dei vecchi , degli opportunisti, e dei raccomandati, in favore dei giovani audaci. KALOS KAI AGATHOS deve risuonare sempre. La gerontocrazia avida della “cadrega” va rottamata senza pietà

Contro la monumentonomia e l'ingerenza del Governo in materia d'arte. L’arte è frutto del genio individuale e non delle accademie e dei circoli culturali marxisti, nichilisti e atei che si autotutelano

PACS e altre unioni che avvallino la morte della famiglia tradizionale vengono rigettate con forza.

La Trinità artistica e spirituale che ispira e simboleggia il Neofuturista sarà (ad esempio) Gesù Cristo- Michelangelo- Giovanni Papini piuttosto che Che Guevara- Cattelan- Dario Fo.

Come direbbe Prezzolini,  l’Italia sarebbe un magnifico paese senza gli “italiani”. Scacciamo, emarginiamo e non valorizziamo più dunque i Fantozzi, i don Abbondi, i Follini, la loro ideologia del compromesso,  del fancazzismo, della vigliaccheria. L’Italia rinascerà.

 

postato da: METAFISICO alle ore settembre 14, 2006 19:45 | link |

Contro la finanza passatista

Tutto gira intorno all'economia e alla finanza.

Non c'è più spazio per la cultura, per l'arte, per la riflessione, per la natura, per lo spirito.

DISTRUGGIAMO IL MONDO DELLA FINANZA, VILE E PASSATISTA

NEOFUTURISTI SEMPRE E OVUNQUE

PER LO SPIRITO, L'ARTE, LA VITA

FTA

postato da: iopensosempre alle ore settembre 14, 2006 14:37 | link |

lunedì, 21 agosto 2006

Ancora sul parassitismo

Segnalo a tutti gli amici un gran bel post del professor De Marchi. Un post neofuturista a tutti gli effetti.

Un post contro il parassitismo/passatismo e chi sostiene il parassitismo/passatismo, vizio che ha distrutto il nostro paese.

Un post di un uomo che ha le idee chiare e che non ha paura di dire le cose come stanno.

Fuori dai luoghi comuni, fuori dal conformismo che attanaglia le nostre vite.

Moralismo fiscale o parassitismo burocratico? di Luigi De Marchi

FTA

postato da: iopensosempre alle ore agosto 21, 2006 19:48 | link |

sabato, 29 luglio 2006

Il Neofuturismo prende a calci la pseudo-arte del secondo Novecento

Eccoci per un resoconto della visita al MART di Rovereto.
Presenti: iopensosempre/liberidallaforma e metafisico/superuomo
 
Cari amici neofuturisti,
la visita al MART di Rovereto è stata illuminante e per molti aspetti ha confermato i nostri propositi.
In particolare Russolo si conferma un artista straordinario, di prim’ordine nel panorama delle avanguardie Mascherenovecentesche. In particolare ci hanno colpito le acqueforti del primo periodo, che rivelano una tecnica notevole e già illuminazioni da grande artista, come potete vedere dalle Maschere (1909) che qui vi riproduco. Ma quello che ci ha colpito è la grande potenza espressiva che Russolo conquista quando passa gradualmente alla maniera futurista. E qui ci sono opere assolutamente straordinarie, come Chioma (I capelli di Tina), La rivolta, Sintesi plastica dei movimenti di una donna (1912-13). Questo sarebbe già tantissimo. Ma Russolo era Russolo-Chiomaun artista vivacissimo, e allora cambiò nuovamente strada affiancando ai modi futuristi un recupero di modi più tradizionali in una sintesi ricca di fascino, come potete vedere soprattutto dall’opera Balles de savon (1929). Questo solo per citare alcune opere di quel genio che fu Russolo. E senza considerare gli intonarumori, Russolo-Balles de savonincredibile idea che sconvolse il mondo musicale del tempo. Al Mart erano presenti delle buone ricostruzioni degli intonarumori. Purtroppo però molti erano già fuori uso e abbiamo potuto suonarne solo un paio. Molto semplici, come pensavo. Il che nulla toglie all’importanza dell’innovazione. E’ importante ricordare anche altre opere futuriste ammirate al MART. Una su tutte, Idolo moderno (1911) di Boccioni.Boccioni-Idolo moderno
Abbiamo anche potuto sapere di alcune pubblicazioni sconosciute di Russolo. La più importante delle quali è senz’altro il testo Al di là della materia, che ci siamo ripromessi di scovare in qualche biblioteca. Si tratta indubbiamente di un titolo intrigante, che merita la nostra attenzione. Chiunque riesca a trovarlo in qualche oscura biblioteca, ci faccia sapere.
 
Tra ammirazione e commenti entusiastici abbiamo quindi abbandonato l’esposizione su Russolo, notando comunque la scarsa presenza di visitatori e pensando conseguentemente agli scarsi incassi per il museo. Ci siamo diretti verso il secondo piano del MART, dove è collocata la collezione permanente di arte contemporanea.
E qui dobbiamo segnalare che la visita ha assunto toni simpatici, oltre che goliardici! Sì, perché di fronte ad alcune provocazioni avanguardiste chiunque ami l’arte resta davvero sconcertato, e a volte indignato. E così è stato per i Neofuturisti iopensosempre/liberidallaforma e metafisico/superuomo. Ecco alcuni episodi divertenti.
Nel mezzo dell’esposizione, arriviamo alla sezione dedicata alla pop-art. In un attimo di distrazione iopensosempre/liberidallaforma nota 3 scatole accatastate al centro della sala e pensa “Certo che davvero incassano proprio al MART, neppure tolgono gli scatoloni dalle sale!” E invece no! Perché avvicinandosi alle scatole, si viene a scoprire che trattasi di una celebre opera di Andy Warhol! Stesso sconcerto per metafisico/superuomo, ovviamente. E qui decidiamo con gesto neofuturista di immortalare Warhol-doppio calcioil momento con la foto che vedete: un doppio calcio neofuturista alla presunta arte di Warhol!!!! Warhol pensi di essere originale? Sei solo un passatista, come gli altri!
Ma siamo solo agli inizi. Perché poi si passa ad un pannello di legno appeso ad un muro. Pensiamo: meglio il legno di IKEA! E ci chiediamo entrambi: cosa c’è di artistico in tutto ciò??? Ma non è finita. Quando ormai la stanchezza sta prendendo il sopravvento e si inizia a credere (o sperare?) che le sale siano finite, ecco che iopensosempre/liberidallaforma entra in una sala in cui compaiono dei grandi riquadri colorati. Iopensosempre si gira verso metafisico ed esclama: “Dai, è finita! Questa è ancora in allestimento!” E invece no!!! Perché si tratta delle celebri tele monocromatiche di non so quale artista (sic). Chiaramente, fa notare metafisico, nella descrizione di queste pseudo-opere è sempre presente la solita tele monocromatichefrase “Dietro l’apparente semplicità, c’è invece un grande lavoro di studio, etc…” Insomma, si vede che vogliono quasi giustificarsi della nullità di queste opere. E’ fin troppo evidente. Pensiamo che ormai il peggio sia passato e invece ci tocca ancora vedere degli stracci per terra e delle cassette (di frutta?) accatastate!! Ed è a questo punto che metafisico propone: “Andiamoci a fare un altro giro da Russolo, ho bisogno di rifarmi gli occhi!” Proposta accettata all'unanimità! Altro giro da Russolo. E al riso subentra il sorriso...
 
Insomma, la visita ha evidenziato chiaramente che l’avanguardia, la vera avanguardia cessa di fatto col futurismo. Affermazione forte ed esagerata, indubbiamente. Più realisticamente, le avanguardie del secondo Novecento hanno perso la profonda carica distruttiva del futurismo, del cubismo, del surrealismo per caricarsi di significati spesso estranei alla vera arte. Provocazioni, ricerca della sorpresa e nulla di più.
Quindi, resta ancora più valido il progetto neofuturista, che consiste nel prendere il Futurismo a unico modello possibile per la futura avanguardia che verrà. E’ da lì che bisogna partire. Da Russolo, da Boccioni, da Balla. Non certo da Warhol! Per carità!

postato da: iopensosempre alle ore luglio 29, 2006 19:07 | link |

venerdì, 28 luglio 2006

UN LIBRO PROVOCATORIO




Il meticcio di Angelo Roma è un romanzo di denuncia il cui bersaglio è l’ipocrisia della società letteraria d’oggi organizzata in clan impenetrabili e arroganti. Attraverso la metafora del “buon selvaggio” che vuole diventare scrittore, l’autore racconta la chiusura, il razzismo intellettuale, la disonestà degli ambienti colti.
In poche parole la grettezza e l’arroganza di quelli che sono lontanissimi parenti di coloro che davano vita nella Firenze del primo novecento a una delle stagioni più vive culturalmente.
Per spazzare via i primi ci vorrebbe più che mai  un calcio in culo neofuturista!

postato da: METAFISICO alle ore luglio 28, 2006 21:47 | link |

lunedì, 03 luglio 2006

Destra e sinistra: che figuracce!

Questa destra e questa sinistra rappresentano il passatismo più scadente e avvilente.

Vi voglio parlare di due figuracce: una di destra e una di sinistra. NON LO AMMETTERANNO MAI, nè l'una nè l'altra parte. Ma noi stiamo qui per questo.

Figuraccia della sinistra

Il NO al Referendum ha mostrato chiaramente da che parte sta il parassitismo e l'assistenzialismo. A sinistra. L'analisi del voto rende tutto questo di un'evidenza sconcertante. C'è il centro-sud che vuole continuare a "succhiare" le energie del nord. Alcune zone d'Italia (Calabria) con percentuali bulgare vergognose. E la provincia del Nord tutta schierata per il SI'. Ci sono due Italie, non c'è dubbio.

Il sud. C'è da chiedersi perchè questa gente continua ad odiare il nord eppure non vuole un minimo di federalismo. Solo schifosissima convenienza. Parassitismo della peggior specie. E' stata la sinistra a giocare la campagna elettorale referendaria sull'opposizione nord ricco-sud povero. Eccoli accontentati. Figuraccia ai massimi livelli. L'Italia che sprofonda. Sempre più divisa (e sempre a causa di chi propagandava l'unione e la concordia!)

Figuraccia della destra

Il centrosinistra, a sorpresa, ha presentato alcune misure per indebolire le lobby che tengono il paese ancorato nel passatismo più totale. Ben fatto. Aspettavamo da tempo simili misure. Intendiamoci, ci vuole un'azione molto più forte e rivoluzionaria. Ci aspettiamo soprattutto il grande passo. Riusciranno Mussi, Diliberto e soci ad attaccare i gruppi da cui traggono sostegno e voti? (parassiti della pubblica amministrazione; giornalisti incapaci; baroni universitari). Ho troppi dubbi. Ma continuo a sperare.

E il centro-destra? Sorpreso e impaurito dalla mossa degli avversari, non trova niente di meglio che balbettare confusamente e in maniera scomposta. Non ha fatto nulla di tutto questo in 5 anni. Per quale motivo? Meritano questa figuraccia.

NEOFUTURISMO

PER CANCELLARE

DESTRA E SINISTRA PASSATISTE

FTA

postato da: iopensosempre alle ore luglio 03, 2006 13:23 | link |


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