Blog NETfuturista

mercoledì, 07 marzo 2007

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stop

postato da: iopensosempre alle ore marzo 07, 2007 20:17 | link |

lunedì, 13 novembre 2006

Bellezza e lealtà anche nel calcio

Cari amici neofuturisti, vi copio qui sotto un'email ricevuta dal nostro amico Sergio Pastore, unico membro del gruppo residente all'estero (Svizzera).

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Caro Antonio,

ho letto il tuo manifesto per un calcio neo-futurista e mi sono fatto delle belle risate: grazie almeno di questo.

Concordo quasi su tutto. Già trent'anni fa non ne potevo più del calcio sparagnino e vigliacco degli italiani. Per una vita intera ho dovuto sentire: conta il risultato! E perché allora lamentarsi dello schifo che si
vedeva, se contava il risultato e basta? Il fatto è che il tifoso medio è citrullo: vuole il risultato, ma gli fa lo stesso schifo il calcio servito dai nostri pallonari, e non sa decidersi. Essendo citrullo opta alla fine
per il risultato e si fotte da solo. Perché il "risultato e basta" è pura oscenità.

E' semplice: il bel gioco senza risultato è pura accademia e non è serio; il risultato soltanto è uno schifo. La soluzione: Il bel gioco e il risultato.

Il bel gioco presuppone massimo impegno e lealtà. Non posso insistere abbastanza sul concetto di lealtà. Non dico niente di nuovo affermando che la partita di calcio (come una di scacchi) è una cosa terribilmente seria: bisogna sconfiggere (= uccidere) l'avversario. La vittoria (il risultato) è importante. Ma se riduciamo tutto al risultato siamo alla barbarie. Ecco allora il salto di qualità: la cultura. Non vogliamo solo sconfiggere (= uccidere) l'avversario, ma farlo in bellezza. Una bellezza tale che ammalia persino lo sconfitto e riscatta anche i nostri atavici istinti barbari truculenti (uccidere). Per cui la battaglia - seria, serissima: vogliamo vincere - finisce nell'.... Inno alla gioia. E tutti - vincitori e vinti - sono felici e si abbracciano.

La lealtà, la bellezza trascendono quel volgare scontro di energumeni decisi a tutto (a spaccare le gambe all'avversario, a fingere falli, a commettere scorrettezze di qualsiasi genere). Oggi - dopo cinquant'anni - si fa rispettare la barriera (ma mica sempre!). Oggi c'è più severità, ma lo stesso sui calci d'angolo e di punizione si commettono in area dozzine di falli da rigore (trattenute, strizzate di palle). Bisognerebbe concedere almeno una dozzina di falli da rigore per partita: finché a questi volgari pallonari passa la voglia di fare falli. Ne guadagna il gioco, si fanno più gol.

Io sono stato tutta la vita tifoso (del Napoli), ma mi sono definitivamente scocciato del calcio e non lo guardo più. Lo stesso ho guardato un po' i mondiali in Germania: che noia, che squallore la maggior parte delle partite. I tanto decantati assi (Ronaldinho, Sevsccenko o come cavolo si scrive ecc.) inesistenti. E ha vinto i mondiali una squadra mediocre che non lo meritava. E in più ai calci di rigore! Non si può assegnare un campionato del mondo ai rigori! Meglio non assegnarlo proprio il titolo. E' ridicolo. Troppe squadre tirano a campare per arrivare ai rigori: non osano, non sanno far altro. Una buona soluzione sarebbe eliminare i rigori e costringere le squadre a giocare finché il risultato non si sblocca: anche tre o quattro ore! Allora vedresti che questi brocchi si darebbero da fare per decidere la partita nei 90 minuti regolamentari, evitando anche i supplementari.
Ti dicevo che sono stato tifoso del Napoli. Ma non di Maradona. Un disastro di uomo. Ha fatto uno dei più bei gol della storia del calcio contro l'Inghilterra ai mondiali in Messico, ma poco prima aveva segnato un gol con la mano (e lo sapeva benissimo). Che schifo. Squalifica.

Il giocatore che più mi è piaciuto nel recente passato è stato Platini. Ero un suo tifoso. E la più bella squadra che ricordi è stata la Francia dei mondiali in Spagna nel 1982: la Francia di Giresse-Platini-Tigana. Come avrei voluto che vincesse i mondiali: era troppo bella! E se non si facevano fregare così stupidamente dalla Germania in semifinale - erano in vantaggio 3-1 nei supplementari! - in finale sicuramente avrebbero battuto l'Italia del brocco Paolo Rossi. E ne avrei avuto immenso piacere: perché devono vincere la bellezza e la lealtà.
Ti saluta un ex tifoso amareggiato
Sergio

postato da: iopensosempre alle ore novembre 13, 2006 12:17 | link |

mercoledì, 25 ottobre 2006

PRIMO CARNERA (1906-2006)

Oggi è il 25 ottobre e ricorre il centenario della nascita del grandissimo (in tutti i sensi) Primo Carnera, morto nel 1967.
I "futurissimi" lacerbiani ricordavano come, per quanto vogliosi di novità, "la verità non è soggetta al tempo".
Ci saranno sempre insomma le idee e gli uomini immortali che vanno oltre il tempo e le mode.
Carnerà senza dubbio faceva parte di questa categoria.
Belllo è ricordarlo con la celebre opera con la quale Giacomo Balla rappresentò il "gigante di Sequals".




Titolo: Primo Carnera campione del mondo, 1933-34
Dimensioni: cm. 109x100
Tecnica: olio su rete applicata su tavola
Collezione: Collezione privata

postato da: METAFISICO alle ore ottobre 25, 2006 12:48 | link |

giovedì, 07 settembre 2006

"Io amo l'Italia e gli italiani, ma se mi parlate di politica, oppure mi chiedete se c'è meritocrazia , allora no. Per questo vivo da 25 anni all'estero. L'Italia è guidata da una quindicina di manager che hanno ottant'anni e che da quindici non ne fanno una giusta. Non sanno affrontare e vincere la concorrenza. Lo dimostra la nomina dei nuovi vertici Alitalia, oppure Matarrese che torna ad occuparsi di calcio. L'Italia non è un Paese moderno. Ai giovani non si aprono opportunità, se non sono legati ad un carro politico".


Questa è la verità che ogni italiano incazzato dei soliti noti dovrebbe dire e ricordare, sempre.

L'ha detta Flavio Briatore e con questo ha smentito un pregiudizio che avevo nei suoi confronti.
Può risultare simpatico o meno, ma per Briatore parlano i fatti, è un pragmatico che all'Italia come imprenditore e manager ha dato molto.
Altri non hanno dato nulla ma continuano a governare e pontificare.
Questo è l'unico paese dove gli Anchisi hanno l'arroganza e presunzione di prendersi gli Enea sulle spalle, con l'ipocrita scusa di volersi prendere la responsabilità di guidare il paese.
Le mummie come Andreotti che pretendono di insegnare e dirigere in eterno sono solo dei lestofanti che spinti dall'avidità e dalla superbia vogliono campare ai vertici votando i provvedimenti  e gli indulti per lor mummie.
Basta!
è ora che i ruderi si facciano da parte, che la smettano di comandare i giovani italiani e smettano di trattarli come idioti.
Ogni neofuturista sente di giorno in giorno diminuire la pazienza verso questa elite politica corrotta e fallita e la massa che non la critica.
Ma aspetterà paziente il giorno del riscatto.



postato da: METAFISICO alle ore settembre 07, 2006 21:52 | link |

martedì, 05 settembre 2006

Andrè Agassi, supercampione assoluto

Quest'uomo è l'emblema del vero sport. Lo ricordo 20 anni fa. Ero ragazzino e lui, giovanissimo, iniziava a stupire il mondo. Ora si è ritirato, dopo 21 anni di attività ad altissimo livello. Ha lottato contro avversari appartenenti a 3 generazioni di tennisti. Un vero superuomo!

Applausi neofuturisti ad Andrè Agassi, supercampione assoluto.

agassigiovane

agassi

AndreAgassi

 

FTA

postato da: iopensosempre alle ore settembre 05, 2006 19:57 | link |

giovedì, 02 marzo 2006

Manifesto del Calcio Neo-Futurista

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito al progressivo declino del gioco del calcio. Uno degli sport agonisticamente più coinvolgenti e dinamici si è trasformato progressivamente in una mediocre e noiosissima esibizione di corpi devitalizzati e agonizzanti che si trascinano sul campo per 90 minuti.

È giunto ormai il momento di cambiare rotta. Ed è per questo che proponiamo il seguente Manifesto del Calcio Neo-Futurista.

 

 

 

  1. Vogliamo ammirare calciatori vitali, energici, dinamici. Calciatori che si battono fino all’ultimo secondo per la vittoria. Che non si risparmiano e ci esaltano con il loro esemplare agonismo.
  2. Vogliamo calciatori corretti, leali, sportivi e rispettosi nei confronti degli avversari, dell’arbitro e dei suoi collaboratori. Il calcio è uno sport e come tale comportamenti anti-sportivi devono scomparire dal campo di gioco.
  3. Il gioco del calcio prevede un portiere, difensori che collaborano al gioco difensivo, centrocampisti che prendono parte all’azione che si svolge nella zona mediana del campo, alcuni attaccanti che hanno il compito di costruire il gioco d’attacco al fine di portare alla segnatura. Ma in Italia è nato un nuovo ruolo: il “segnatore”. È colui che si pone sistematicamente nei pressi della porta avversaria col solo compito di segnare una rete. Costui non partecipa all’azione offensiva in alcun modo. Si colloca nei pressi del portiere avversario anche col fine di procurarsi furbescamente calci di punizione pericolosi e calci di rigore. Non partecipando all’azione offensiva il segnatore è di fatto un giocatore in meno per la squadra che lo utilizza e contribuisce in maniera sensibile al peggioramento della qualità del gioco della stessa. Noi siamo contro i segnatori, emblema della penosa staticità del calcio di oggi.
  4. Così come siamo per l’agonismo, siamo anche contrari ad ogni pericolosa scorrettezza. Il giocatore che volontariamente commetta un fallo pericoloso per la salute dell’avversario dovrà essere punito nella maniera più severa.
  5. Siamo favorevoli all’intervento dei mezzi elettronici in campo per dirimere le situazioni più controverse. Siamo favorevoli ancor di più all’uso di questi mezzi per punire a partita conclusa le scorrettezze sfuggite all’occhio dei collaboratori.
  6. Per aumentare il dinamismo bisogna ridimensionare l’importanza dei calci da fermo. In particolare l’area di rigore deve essere ridisegnata e dovrà essere di poco più larga dell’attuale area del portiere. In questo modo si eviterà di assegnare calci di rigore in zone del campo da cui non sarebbe stato possibile segnare (ad es. nei pressi del calcio d’angolo).
  7. Per lo stesso motivo la rete su azione dovrà valere il doppio di quella frutto di un calcio piazzato. In questo modo si eviterà di cercare continuamente e volontariamente il calcio di rigore o il calcio di punizione dal limite dell’area.
  8. Siamo contrari alle squadre costituite da giocatori provenienti da zone diverse d’Italia e del mondo. Vorremmo una Roma costituita da romani, un Milan da milanesi, un Genoa da genovesi. In questa maniera la corsa delle società sarà a crescere i giovani delle proprie città. Attualmente chi ha più soldi da spendere compra i calciatori migliori, di qualsiasi città e nazionalità essi siano. C’è quindi scarso interesse nel migliorare i vivai giovanili della propria città. E soprattutto vince sempre chi ha più soldi da spendere. Senza contare il fatto che se vince l’Inter dovrebbero vincere i calciatori della città di Milano e invece non è mai così. Si è persa l’identità. E dove non c’è identità, rimangono solo commercio e affari.

 

 

 

Per tutti questi motivi il Neo-Futurismo, consapevole che per gli ultimi 3 punti la società non è ancora pronta per la nostra rivoluzione, propone almeno di applicare immediatamente le seguenti modifiche al regolamento del gioco del calcio:

1.                  Per chi si rivolge in maniera ingiuriosa all’arbitro o ai suoi collaboratori: squalifica da 10 a 15 giornate.

2.                  Per chi finge di aver subito un fallo da rigore (simulazione): squalifica di un anno.

3.                  Per chi segna una rete con la mano: squalifica di un anno. Nel caso di un gesto istintivo e non volontario, il giocatore dovrà immediatamente alzare il braccio per segnalare la scorrettezza all’arbitro: in questo caso sarà soltanto assegnata una punizione alla squadra avversaria.

4.                  Per chi commette falli assai pericolosi per la salute dell’avversario: squalifica da 5 a 15 giornate.

 

 

 

Siamo convinti che con queste sanzioni il calcio tornerà ad essere in pochi mesi uno degli sport più belli e coinvolgenti.

Vogliamo atleti veri, non larve.

 

 

 

Antonio Saccoccio

 

 

 

p.s. Da questo momento si apre la discussione intorno a questo Manifesto. Gli amici Neo-Futuristi e chiunque altro voglia partecipare sono invitati a proporre emendamenti allo stesso.

postato da: iopensosempre alle ore marzo 02, 2006 16:47 | link |

giovedì, 23 febbraio 2006

Il coraggio di osare... il coraggio di essere libero...

Cari amici, cari amici Neo-futuristi e Neo-umanisti,

come avrete saputo e visto, ieri sono stato oggetto di un violento attacco sul mio blog.

Vi sintetizzo la vicenda, per chi ne è all'oscuro. Martedì sera ho pubblicato sul mio blog http://liberidallaforma.blogspot.com/ un mio post in cui ho espresso la mia indignazione per l'opportunismo con cui i politici Veltroni e Berlusconi si sono precipitati a visitare il calciatore della Roma Totti, infortunatosi il giorno precedente. Si tratta di una evidente "vetrina" elettorale. Vetrina ancor più indecorosa - ho aggiunto - perchè il calciatore in questione si è più di una volta macchiato di comportamenti antisportivi.

Ebbene, la mattina seguente, a mia insaputa e senza chiedermi l'autorizzazione, il portale di Libero.it pubblica sulla sua home page il mio articolo. E per di più indica al termine del post l'indirizzo del mio blog. Tornato a casa verso le 14.30 ho trovato il mio blog come lo vedete ancora adesso. Più di mille tifosi romanisti inviperiti con me per le parole usate nei confronti di Totti hanno riversato sul mio blog una valanga di offese, insulti, volgarità di ogni tipo. Ma la cosa peggiore è stato leggere alcune minacce, di querela e addirittura... di morte. Più di 100 commenti in 4-5 ore. Quasi tutti pieni di insulti, quasi tutti anonimi. Tutto questo mentre sul blog di Libero comparivano altri 350 commenti, questi più equilibrati e molti favorevoli al mio articolo.

Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini in questi due giorni. Grazie di cuore, davvero. In questi momenti fa piacere sapere di non essere solo. Davvero sto riflettendo molto sull'accaduto. Tutto questo dimostra che il clima sociale in Italia ha davvero raggiunto punte pericolose. Sono ancora sconvolto. Non riesco a credere che qualcuno possa augurarsi la mia morte, solo per il fatto di aver parlato male di un calciatore a lui caro.

Ma questo dimostra una volta di più, cari amici, cari amici Neo-futuristi, che il nostro compito è grande. Che il nostro ruolo è importante. Dobbiamo continuare a parlare, ad esprimere liberamente la nostra opinione contro l'opinione corrente. A tutti i costi.

Anche i nostri progenitori, i futuristi italiani del Novecento, erano presi di mira, offesi, insultati ovunque. Ma alla fine smossero le acque.

Dico la verità, ieri leggendo quei messaggi ho avuto anche timore che la vicenda potesse degenerare. Ma oggi, cari amici, sono già il solito. Coraggio ci vuole. Non ci possiamo arrendere. Dobbiamo consegnare il mondo in mano a calciatori, veline e paparazzi? Devono essere loro a dettare i ritmi della nostra vita? Devo essere intimorito da un manipolo di fanatici che mi minaccia volgarmente?

Amici, i blog sono nati e sono vivi solo perchè esprimono quel briciolo di cultura antagonista che ci è ancora rimasta. E' un'ultima speranza, prima che il conformismo globalizzato schiacci definitivamente le nostre vite, la nostra personalità. Mi sono imposto un atto di coraggio. E sento di essere ancora vivo. E sono qui per chiedervi di continuare a postare i vostri articoli di denuncia sui vostri blog e su questo multi-blog Neo-futurista.

Un caro saluto a tutti

Antonio Saccoccio

IL CORAGGIO E' AMORE, LA VERITA' E' GIUSTIZIA

postato da: iopensosempre alle ore febbraio 23, 2006 19:25 | link |


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